A voler analizzare i risultati di Lewis Hamilton dall’esterno, complici le tre vittorie artigliate nel 2010 in Turchia, Canada e Belgio unitamente alla pole position strappata sul circuito cittadino di Montreal, la quarta stagione in McLaren dell’ex pupillo di Ron Dennis parrebbe meno catastrofica di come il 25enne inglese vorrebbe lasciare intendere, eppure ai microfoni di BBC Radio il driver originario di Grenada ha parlato di problemi personali in grado di limitarne le prestazioni.

Mi riferisco alla mia vita privata – ha attaccato a sorpresa Hamilton – purtroppo alcune situazioni non si sono risolte nel modo sperato e spesso il rendimento di un pilota di F.1 dipende anche dalla delicata combinazione di sensazioni che lo circondano. Non si tratta soltanto di arrivare al circuito, calarsi nell’abitacolo e premere l’acceleratore, una parte di lavoro la svolgono le persone che ti supportano, ovverosia famigliari e amici, in base al rapporto instaurato con loro”.

Nelle parole di Hamilton sembra evidente il richiamo alla vicenda che l’ha visto separarsi dal padre nonché ex manager Anthony sul finire del 2009, quando l’ex campione del mondo motivò la scelta adducendo la necessità di crescere come pilota e come uomo quasi a voler tracciare una profonda linea di demarcazione tra gli anni comunque esaltanti vissuti al fianco del genitore-mentore e un nuovo periodo di maturità da affrontare nelle vesti di professionista universalmente riconosciuto.

Nel momento in cui certi tasselli del puzzle non vanno al loro posto – ha proseguito Hamilton – diventa difficile mantenere lo stesso livello di concentrazione nelle attività che caratterizzano la tua vita. Ritengo che il segreto consista proprio nel mettere insieme correttamente tutti i pezzi”.

Il fenomeno nativo di Stevenage non può quindi essere orgoglioso del suo 2010: “E’ da molto tempo che non terminavo un campionato fuori dalla top 3. Chiudere al quarto posto non mi ha ovviamente soddisfatto, in ogni caso devo riconoscere di essere incappato in un paio di gare negative, nelle quali ho perso parecchi punti, che mi hanno allontanato dall’obiettivo, cioè il titolo mondiale”.

Intenzionato a lasciarsi alle spalle una stagione di transizione, Hamilton ha nel golfista Tiger Woods il suo punto di riferimento per il futuro: “L’ho sempre visto come una leggenda. Quest’anno ha dovuto fronteggiare una serie di situazioni spiacevoli che hanno avuto un notevole impatto sulla sua carriera, eppure lui è ancora lì a giocare. Bisogna evidenziare che se le cose girano nel verso giusto, l’attitudine di Tiger sul campo da golf è a dir poco fantastica”.

Ermanno Frassoni


Stop&Go Communcation

A voler analizzare i risultati di Lewis Hamilton dall’esterno, complici le tre vittorie artigliate nel 2010 in Turchia, Canada e […]

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/hamilton.jpg Lewis Hamilton traccia un bilancio del suo 2010: “Problemi personali mi hanno deconcentrato”