Lewis Hamilton è stato il vero protagonista della prima giornata sul circuito di Budapest. Tuttavia l’inglese fa gli scongiuri perché la stessa situazione si era pressoché verificata a Silverstone e Hockenheim, con le qualifiche e la gara che sono andati ben peggio. Per questo motivo il pilota della McLaren è il primo a non farsi troppe illusioni e mantiene la concentrazione per il resto del weekend.

Nel frattempo comunque la giornata è stata sicuramente positiva: “Oggi è stata una buona giornata – ha affermato – I ragazzi presso la nostra sede hanno fatto un lavoro fantastico. La macchina sembra grandiosa dal punto di vista del passo, e voglio massimizzare ciò su ogni centimetro della pista. Come ho appena detto mi sento bene in macchina ma il venerdì pomeriggio è completamente differente dal sabato pomeriggio. In qualifica non ho dubbi che Fernando (Alonso, ndr), tutto a un tratto troverà mezzo secondo. Non ho dubbi che le Red Bull troveranno il passo e non dovremmo mai dimenticare le Lotus. Dunque siamo di nuovo qui. I tempi del venerdì sono buoni solo al venerdì. Sabato e domenica sono i test reali”.

A metà stagione Hamilton ha poi fornito una sua analisi di questo 2012: “In generale è stata simile a tutte le annata che ho svolto sinora – ha riferito a proposito – La differenza è che sono stato un po’ più in forma quest’anno, cosa della quale sono felice. Inoltre le preparazioni sono state parecchio buone. In termini di qualifica siamo stati bravi fino a questo momento, anche se non abbiamo confermato questi risultati nei giorni di gara. Jenson (Button, ndr) ha mostrato nella gara di Hockenheim dove siamo attualmente, ed è molto importante per noi spingere avanti e massimizzare i punti”.

Infine Lewis è tornato sulla vicenda del sorpasso, da doppiato, nei confronti di Sebastian Vettel, fornendo la sua versione: “Ho chiesto al team cosa fare emi hanno dato due opzioni – ha raccontato sull’accaduto – Rimanere alle sue spalle e correre il rischio di essere sulla strada di Jenson o avere la possibilità di sdoppiarmi. E, per me, non volevo solamente stare al di fuori del cammino di Jenson, ma inoltre gareggerò sempre con il cuore indipendentemente dal fatto che sia 1° o ultimo. Penso che anche il team si aspetti ciò da me. E pure io me lo aspetto. E quello è quanto ho fatto”.

Mattia Fachinetti


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