Il ragazzo è cresciuto. Reduce da una stagione obiettivamente difficile, a 25 anni d’età l’ex campione del mondo Lewis Hamilton ha compreso che era giunto il momento di dare una sterzata alla propria carriera di pilota impegnato ai massimi livelli nella categoria regina dell’automobilismo. 

Fonti di matrice britannica rivelano infatti che l’alfiere della McLaren non sarà più gestito dal padre Anthony, suo manager fin dai tempi in cui il driver originario di Stevenage muoveva i primi passi nel mondo del karting.  

Alla mia età si tratta di un cambiamento necessario – ha spiegato Lewis, che però all’inizio della sua carriera in F.1 aveva espressamente confidato di non volersi affidare ad un’altra società di management – senza il supporto di mio padre non sarei mai arrivato a vincere un titolo mondiale, ora però si volta pagina”.  

Anthony Hamilton, che ha appena ricevuto l’approvazione FIA per avviare un inedito programma volto alla preparazione dei giovani piloti in vista del salto in F.1, non presenzierà più a tutti i Gran Premi del Mondiale come avvenuto nel corso del 2009, potendo quindi scegliere a quali eventi recarsi: “Mio padre ha scoperto quanto possa essere divertente assistere ad una gara in televisione. Da quest’anno potrà decidere lui cosa fare”. 

Al momento non si conosce ancora il nome del manager o della società alla quale Hamilton voglia affidare la gestione dei propri interessi di pilota e uomo di marketing: “Spetterà a mio padre sostenermi in questo periodo di passaggio. Sto cercando di instaurare un nuovo rapporto con lui, quello di un figlio col proprio padre, visto che le sue mansioni verranno svolte dal mio nuovo manager”.  

Ermanno Frassoni


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