C'è preoccupazione nel paddock della Formula 1. Il blocco del traffico aereo in Europa, in seguito all'eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull, sta complicando non poco i piani di ritorno delle squadre nel Vecchio Continente. Dopo la gara di Shanghai i team hanno effettuato le consuete operazioni per smontare vetture, materiale e hospitality per imbarcare sugli aerei il materiale da riportare a casa, ma senza avere chiaro cosa fare dopo.

"Fino a che gli aeroporti non saranno riaperti rimarremo qui", ha spiegato Alan Woolard, responsabile della logistica nel campionato. "Speriamo di poterci muovere per la fine della settimana". Come sottolinea Martin Whitmarsh, team principal della McLaren, il problema non è tanto per gli uomini, quanto per le vetture: "In qualche modo la gente può trovare un modo per muoversi, ma dobbiamo riavere le macchine indietro il prima possibile". Tutte le compagini hanno in programma del resto grossi sviluppi tecnici per il Gran Premio di Spagna, impossibili da mettere in pratica senza l'opportunità di lavorare sulle monoposto.

Ferrari e la stessa McLaren, ad esempio, hanno organizzato per il personale voli charter per domani e mercoledì con atterraggi in Spagna, dove la maggior parte degli scali è ancora aperta. Più fortunata da questo punto di vista la Lotus, il cui numero 1 Tony Fernandes è il proprietario della compagnia AirAsia: lo staff del team si è spostato in Malesia per attendere più serenamente l'evolversi della situazione.

Alcuni piloti hanno invece deciso di restare qualche giorno in più in Cina, come Nico Hulkenberg: "Bisogna anche capire quando si riuscirà a trovare un posto disponibile", ha commentato il tedesco. Nico Rosberg si è diretto in vacanza in Thailandia, Mark Webber è tornato invece nella sua Australia.

A giocare a favore c'è la pausa di tre settimane prima del Gran Premio a Barcellona, mentre Bernie Ecclestone ha voluto smentire le voci di una possibile cancellazione dell'evento, come già accaduto per il Motomondiale che nel prossimo week-end avrebbe dovuto essere in Giappone. "La preoccupazione principale è sui motori, le squadre devono poterci intervenire", ha dichiarato al Times il boss del Circus. "Ma sono sicuro che tutto andrà a posto, non c'è motivo di annullare la corsa in Spagna".

Quale piano di emergenza, qualche squadra ha studiato percorsi di volo alternativi o addirittura rotte via nave fino a Marsiglia, oltre a qualcuno che ha valutato persino l'ipotesi della ferrovia transiberiana.


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