Toyota fa il punto della situazione alla vigilia del Gran Premio d'Ungheria, ricordando Hockenheim, con l'analisi tecnica dellHungaroring con Pascal Vassellon.

A Hockenheim Timo stava correndo una delle sue gare migliori; sarebbe arrivato in zona punti?
"Timo aveva sicuramente grandi possibilità di tagliare il traguardo in zona punti e secondo noi aveva il sesto posto a portata di mano. Dato che non si era qualificato come speravamo, avevamo potuto scegliere la migliore strategia possibile; con un carico di carburante sufficiente per un maggior numero di giri, doveva solo rimanere in contatto con le vetture davanti a lui nella prima parte di gara per poi guadagnare posizioni in occasione dei pit stop. Tutto stava funzionando secondo i piani; Timo guidava davvero bene, era in ottima forma e avrebbe potuto benissimo puntare al sesto posto grazie a un'ottima prestazione. Siamo molto soddisfatti di come sta imparando".

Quali sono le principali considerazioni da fare pensando all'Hungaroring?
"A Silverstone e a Hockenheim abbiamo lavorato su quella che chiamiamo la vettura di base, caratterizzata da una deportanza medio–alta; Budapest somiglia invece più a Monte Carlo per quanto riguarda l'efficienza aerodinamica e tutti i team adotteranno una deportanza elevata, dato il gran numero di curve che caratterizzano il tracciato. Potrebbero inoltre presentarsi problemi di raffreddamento. La velocità media è bassa e si frena molto, quindi dobbiamo prestare molta attenzione al raffreddamento di freni e motore, senza però trascurare il fatto che la questione principale riguarda i pneumatici. Il circuito di Budapest esercita notevoli sollecitazioni laterali, ma allo stesso tempo l'asfalto è caratterizzato da una scarsa aderenza, quindi è facile ritrovarsi con pneumatici morbidi che hanno aderenza ma durano solo mezzo giro, oppure con gomme dure che non riusciranno mai a fare presa. Queste sono le due opzioni possibili; di solito si prova a partire con le gomme morbide, cercando di sopravvivere alla gara. Noi ci presenteremo con le due mescole più morbide, in modo da avere una discreta aderenza, ma sappiamo già che le "super soft" ci causeranno problemi di graining e proprio la gestione del graining caratterizzerà tutto il week-end".

Durante i test a Jerez avete corso con i pneumatici per l'Ungheria?
"No, perché la pista di Jerez è troppo calda per le gomme morbide, quindi la Bridgestone ha portato la mescola medio/dura. Abbiamo comunque molti dati a disposizione sui pneumatici morbidi e sappiamo cosa ci aspetta, quindi siamo ben preparati".

A Budapest è importante la temperatura della pista?
"In Ungheria la temperatura della pista è molto importante proprio perché condiziona pesantemente le prestazioni dei pneumatici. Di solito troviamo sempre una temperatura elevata, ma nel 2006 faceva freddo e sull'asciutto moltissimi team si sono trovati in serie difficoltà, per poi essere salvati dalla pioggia durante la gara; infatti grazie al passaggio graduale da condizioni di umidità a condizioni di asciutto le gomme morbide non si sono distrutte. Se nel 2006 la pista fosse stata sempre asciutta la questione si sarebbe fatta molto interessante per via del freddo inaspettato: purtroppo non si possono prenotare le condizioni meteorologiche!".

Quali pensa che saranno le prestazioni della TF108 con la configurazione ad elevato carico aerodinamico?
"Dopo Monaco abbiamo apportato ulteriori sviluppi al pacchetto ad elevata deportanza e, dato che siamo piuttosto soddisfatti dei risultati ottenuti, attendiamo con impazienza la gara di Budapest. L'anno scorso ci siamo trovati tra i primi sei, quindi siamo ottimisti".

Al momento il gruppo centrale sembra ancora più serrato: le sembra possibile?
"Certamente. La lotta è davvero combattuta e molte scuderie sono solo ad una manciata di punti l'una dall'altra. In testa ci sono sempre McLaren e Ferrari, seguite però dal gruppo formato da BMW, Toyota, Red Bull e Renault, a cui adesso si è aggiunta la Toro Rosso. La Williams ha perso un po' di terreno ma è sempre vicina e se il loro week-end sarà positivo potrebbero tranquillamente unirsi alla compagnia. Da adesso alla fine dell'anno la lotta sarà serrata, sia con la Red Bull sia con la Renault, che si è avvicinata dopo il risultato in Germania, ma il nostro obiettivo è mantenere il quarto posto in classifica costruttori e siamo pronti ad affrontare la sfida".

Nella foto, Jarno Trulli (Toyota F1)


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