In Bahrain la Williams ha sicuramente compiuto un passo indietro rispetto alle prime uscite stagionali. La scuderia di Grove infatti ha forse sofferto in modo eccessivo il caldo, con entrambe le vetture costrette al ritiro dopo alcuni fiaccamenti che avevano mostrato la bontà della vettura e l’ottimo adattamento di Bruno Senna all’interno del team che segnò la fine di suo zio Ayrton.

Il GP di Sakhir ha rappresentato per la Williams la 150° gara coi motori Renault, sebbene non sia andata benissimo: “La partnership con la Renault sta lavorando molto bene e sono una parte importante del team – ha affermato Mark Gillan, Capo delle Operazioni Ingegneristiche del team – Dunque non vediamo l’ora di proseguire la nostra lunga relazione di successo. Invece rispetto alle ultime tre corse il nostro passo non è stato così forte come speravamo. Nonostante una sessione di qualifica negativa che è stata ostacolata da un paio di problemi di affidabilità, entrambi i piloti hanno avuto dei forti stint iniziali ed il passo di Pastor era buono e sembrava impostato per arrivare nei punti sino a quando la vettura ha sofferto una foratura alla posteriore sinistra che ci ha costretto al ritiro”.

La gestione delle gomme Pirelli non è stata affatto facile secondo Gillan: “Certamente girare in Bahrain con questi pneumatici ha reso le cose più difficili ma è stato lo stesso per tutti i team, dunque in realtà non è stato un handicap – ha proseguito nella disamina – Il consumo fisico delle coperture non è stato un problema, con l’attenzione primaria della strategia di corse rivolta all’eccessiva perdita di tempo sul giro con l’avanzare del degrado. Stiamo ancora investigando il guasto ed abbiamo riportato i componenti danneggiati per ulteriori analisi. In aggiunta, stiamo studiando il filmato poiché direttamente prima del problema Jean-Eric Vergne ha avuto un contatto con Pastor”.

Anche Senna è stato costretto al ritiro, sebbene il pensiero di Gillan sia già rivolto alla te giorni di test al Mugello: “Bruno è intervenuto alla radio con alcuni giri da completare per lamentarsi di una cattiva vibrazione sul pedale del freno che stava progressivamente peggiorando e che potevamo vedere alla telemetria – ha evidenziato al termine – Dunque abbiamo deciso di far rientrare Bruno ed in base ad ulteriori analisi abbiamo ritirato la monoposto. Il Mugello sarà un test importante e pieno per noi, durante il quale proveremo alcuni componenti d’aggiornamento rivolte alle performance a breve e medio termine, in aggiunta ad elementi invece rivolti al lungo termine”.

Mattia Fachinetti


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