Intenso argomento di discussione durante le prime fasi del Mondiale, il KERS continua ad essere il punto dolente della Red Bull RB7, vettura apparsa altrimenti quasi impeccabile fino a questo momento. Anche in Canada, ad esempio, il sistema non ha funzionato a dovere sulla macchina di Mark Webber, costringendo l’australiano a doverne fare a meno in occasione dell’intera giornata di sabato.

Per questo motivo il team di Milton Keynes è all’opera per far sì che il KERS risulti pienamente affidabile nei prossimi Gran Premi. “È qualcosa su cui stiamo lavorando sodo”, ha confermato boss Christian Horner. “Stiamo comunque facendo dei progressi e abbiamo in programma delle modifiche importanti che risolveranno gli inconvenienti”.

“Il fatto che siamo stati in grado di sfruttare il sistema in gara ha già rappresentato un passo avanti rispetto alla situazione di due mesi fa”.

Partendo dal sistema Magneti Marelli, il direttore tecnico Adrian Newey in inverno ha deciso di adottare un approccio diverso rispetto alla concorrenza, per diminuire dimensioni e peso del congegno, ma senza rinunciare alla potenza aggiuntiva.

Il geniale progettista inglese ha però ammesso che questo settore rappresenta un punto debole per la scuderia: “Serve tanta ricerca e tanto sviluppo. Non è decisamente il nostro forte, non come l’aerodinamica o il reparto telaistico”.

La Red Bull ha sottovalutato la sfida del KERS, già snobbato nel 2009? Forse sì. “Il gruppo dedicato a questo settore forse era troppo limitato inizialmente”, ha detto Newey.

Il capo progettista Rob Marshall difende comunque le scelte compiute sin qui: “Sono ancora sicuro che abbiamo fatto le mosse giuste. Ce ne renderemo conto quanto tutto funzionerà come volevamo”.


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/f1-170611-05.jpg La Red Bull al lavoro per sistemare le pecche del suo KERS