Così come lo scorso anno, la Pirelli porterà le mescole soft e supersoft in vista dell’appuntamento di Singapore del fine settimana che viene. La Casa italiana dunque deve cambiare completamente approccio rispetto alle ultime due gare nelle quali erano state scelte le dure e le medie, sebbene ogni previsione potrebbe essere scombussolata dai temporali tipici in quell’area, anche durante le ore serali.

A parlare dunque di questo appuntamento ci pensa come al solito Paul Hembery, Direttore di Pirelli Motorsport: “Personalmente amo il Gran Premio di Singapore: lo spettacolo notturno è incredibile e si crea una grande atmosfera – ha analizzato ai media – A causa delle circostanze insolite in cui si corre la gara, con più di mille riflettori, le squadre e i piloti devono pensare molto alla strategia: qui la pista evolve in modo diverso rispetto alle gare che si disputano di giorno. Un fattore che potrebbe certamente entrare in gioco è la safety-car: dal 2008 ad oggi, sul circuito di Singapore non c’è stata gara che ad un certo punto non abbia visto la safety-car. Questo significa che le strategie devono essere flessibili nonché efficaci per sfruttare rapidamente qualsiasi potenziale neutralizzazione”.

Hembery è fra coloro che ritengono che la pioggia non farà capolino in gara: “Sebbene l’umidità sia costantemente alta, a Singapore non ha mai piovuto durante il Gran Premio e ci aspettiamo lo stesso anche quest’anno, quando scenderanno in pista le due mescole più morbide della nostra gamma Formula 1 – ha continuato nel discorso – La gara dello scorso anno fu vinta da Sebastian Vettel con una strategia di 3 soste. Da ricordare anche la prestazione di Lewis Hamilton che arrivò 5° dopo 4 pit-stop e un drive-through. Poichè le velocità medie non sono molto elevate, il degrado non dovrebbe essere un problema se il pattinamento delle ruote viene controllato in uscita dalle curve più lente, cosa che però può portare a surriscaldamento”.

Anche il tester Pirelli Jaime Alguersuari ha espresso la sua opinione: “Il circuito di Singapore genera un elevato degrado termico a causa delle alte temperature, ma la cosa che più si nota è l’umidità, il che rende questa gara una delle più dure per i piloti – ha sentenziato – La combinazione soft e supersoft è stata un’ottima scelta per questa pista: è bello tornare alle soluzioni più morbide dopo le ultime gare corse con quelle più dure. Singapore è un po’ come Monte Carlo, anche se in realtà ci si diverte di più in quanto vi sono più opportunità di sorpasso. Non credo, inoltre, che si possa pensare ad una strategia ad una sola sosta come a Monaco. Detto questo, il degrado delle gomme vero e proprio è basso poiché ci sono molte curve lente”.

Mattia Fachinetti


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