Jenson Button e Sergio Perez sono d’accordo quando dicono che il podio non era un obiettivo a portata di mano.

Il duo della McLaren ha optato per una strategia con una sosta sola e, dopo aver occupato per alcuni giri la 3° e 4° piazza, si è dovuto arrendere al decadimento repentino degli pneumatici che ha relegato Button in 7° posizione e Perez in 8°.

“Era il massimo che potessimo raccogliere” ha commentato l’inglese. “Il podio non era auspicabile; immaginavano di dover subire il cliff (caduta delle prestazioni) e di esser sorpassati dalle macchine più competitive. La lotta con Kimi (Raikkonen, ndr) ha distrutto le mie gomme, comunque più di questo non si poteva fare”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il team-mate messicano: “Sono d’accordo con Jenson; non avremmo potuto terminare più avanti. La sorte non ci ha aiutati quando è uscita la Safety Car, da lì la nostra strategia ha perso di valore. Gli ultimi giri sono stati difficilissimi da gestire, la macchina sembrava attratta dai muretti”.

Il team-principal Martin Whitmarsh ha colto l’occasione per fare i complimenti ai propri piloti e fissare l’obiettivo per la Corea: i punti. “Sono davvero fiero dei miei ragazzi, hanno dimostrato di non mollare mai; nemmeno nei momenti più duri. Avevamo pensato ad una sosta prima della gara, ci sembrava l’unico modo per arrivare al ridosso del podio. Ora è la volta della Corea dove i punti sono ancora il nostro obiettivo”.

Andrea Giustini


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