L’ennesima decisione della Commissione Gara dopo i fatti di ieri hanno alzato un altro grande malumore tra gli addetti ai lavori e gli appassionati, stanchi nel vedere penalizzato ogni contatto di gara.

Ha fatto scalpore la penalità inflitta a Sebastian Vettel dopo il Gran Premio del Messico, retrocedendolo alla quinta posizione, dietro anche all’altro penalizzato Max Verstappen. “Che schifo”, “è ingiusto” sono i commenti principali cinguettati dagli appassionati italiani. Quello che io trovo vergognoso sono queste penalità ridicole e l’impossibilità di giocarsela fino alla fine, andando ruota contro ruota fino al traguardo.

In una Formula 1 dove tutto viene deciso nel post-gara, si è dimenticati che le corse sono fatte di cavalieri del rischio che lottano fino all’ultimo centimetro, che sfruttano tutto il talento e i trucchi che hanno per poter ambire alla vittoria o alla miglior posizione possibile in quel momento. Vettel ha fatto questo, chiudendo leggermente la traiettoria in frenata alla Red Bull di Daniel Ricciardo e finendo a ruote fumanti, oltre con un contatto “fisico” che molti appassionati desiderano tempo.

Certo, il regolamento prevede che la cosa venga sanzionata, ma la novità è stata introdotta solo dopo il Gran Premio degli Stati Uniti, ma l’azione non era certo pericolosa. Invece, la commissione gara ha ancora una volta deciso le sorti dopo il Gran Premio, dando una penalizzazione ridicola all’alfiere della Rossa; penalità più pesante di un pilota (Max Verstappen, ndr) che non ha concesso una posizione “rubata”, tagliando la prima curva nel tentativo di difendersi da un sorpasso ormai effettuato.

Aprendo una parentesi, sono del parere che Verstappen sia un grandissimo pilota, che crescerà col tempo nelle prestazioni in gara e nella capacità di saper controllare la propria aggressività in pista. Molte volte è andato sopra le righe e molti si sono scagliati contro, ritrovandomi in disaccordo con quest’ultimi. Purtroppo ieri, durante e dopo la corsa, era indifendibile. Se si ritrova in questa situazione non credo sia tanto per la sua personalità, ma più per coloro che lo gestiscono all’interno del team.

Lo scandalo sono le decisioni che vengono prese dai commissari, le gare vengano decise solo nelle 24 ore successive al termine delle stesse e la mancanza di spettacolo dovuto proprio alle regole severe sui contatti di gara. Per un qualsiasi contatto si apre subito un’indagine fra i piloti coinvolti, ridicolizzando il concetto di corse automobilistiche. Chi lo va a dire a Gilles Villeneuve e René Arnoux che quello che combinarono a Digione nel 1979 è oramai vietato?

Luca Basso


Stop&Go Communcation

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