La “mini spy-story”, come qualcuno l’ha già soprannominata, non è ancora conclusa. La Force India ha infatti deciso di appellarsi al verdetto emesso dall’Alta Corte di Londra nella causa contro Aerolab, che ha dato ragione all’azienda italiana, sottoponendo la questione alla FIA.

Il team anglo-indiano aveva accusato la Caterham (all’epoca Lotus Racing) di spionaggio industriale, facendo riferimento allo sfruttamento di parte dei propri dati per la progettazione di varie componenti aerodinamiche della T127. La Caterham infatti iniziò nel 2010 la collaborazione con la struttura di Aerolab, poco dopo che l’azienda di Sant’Agata Bolognese concluse la partnership con la Force India per l’utilizzo della galleria del vento.

La Force India ha ricevuto però un indennizzo di soli 25 mila euro, in quanto Jean-Claude Migeot, responsabile della emiliana, ha ammesso la possibilità che file di proprietà intellettuale della stessa Force India siano stati riutilizzati dai propri dipendenti come “scorciatoia” per lo sviluppo della vettura, senza però consapevolezza da parte della Caterham.

Per giunta, la Force India dovrà saldare il debito di 850 mila euro con Aerolab per i pagamenti arretrati, e il 4 maggio si terrà una udienza aggiuntiva per stabilire l’entità delle spese processuali, anche queste a carico della scuderia diretta da Vijay Mallya.

Alla finestra c’è pure la Marussia, che ha sollecitato a sua volta la FIA ad approfondire il caso: c’è un concreto interesse economico per il team russo, che potrebbe guadagnare il 10° posto nel campionato 2010 se la Caterham, ritenuta colpevole di aver infranto il regolamento, subisse la cancellazione dei propri risultati in pista.

La squadra malese, dal canto suo, non ha ancora espresso la propria posizione ufficiale sull’argomento.


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