Dura replica della scuderia Ferrari alle accuse dell’ex pluri-campione del mondo Niki Lauda, che proprio indossando una casacca del Cavallino si impose nelle stagioni 1975 e 1977, prima di balzare nuovamente agli onori delle cronache sportive nel 1984 da pilota McLaren grazie alla conquista del terzo iride. 

Dopo gli eventi di Hockenheim – si legge nella punzecchiante rubrica ‘Horse Whisperer’ sul sito ufficiale della compagine di Maranello – un’ondata di ipocrisia ha investito il paddock della F.1, col risultato che diversi presunti esperti, giovani e meno giovani, hanno pensato di avere qualcosa da dire. Alcuni sono stati ridotti al silenzio dai loro superiori, altri insistono nelle loro operazioni di discredito”.

L’intervento prosegue con il contrattacco alle dichiarazioni di Lauda, che auspica un inasprimento della pena per la Ferrari in sede di Consiglio Mondiale FIA il prossimo 8 settembre, in seguito all’ormai noto sorpasso di Fernando Alonso a Felipe Massa, in quel momento leader del Gran Premio di Germania, di fatto ‘radiocomandato’ dai box: “Gli ultimi attacchi arrivano dall’Austria, da un personaggio che, dopo avere appeso il casco al chiodo, non ha mai perso occasione di dispensare opinioni a destra e a sinistra, anche se, in diverse circostanze, questo soggetto si è poi dovuto prodigare in clamorose marce indietro circa le dichiarazioni fatte”.

La crew della Ferrari prende quindi definitivamente le distanze da quanto asserito dal suo ex dipendente Niki Lauda nella polemica intervista concessa al sito Formula1.com: “Questa volta, il buon vecchio Niki ha perso un’ottima opportunità per stare zitto, visto che, quando era un pilota della Scuderia, la politica Ferrari gli si adattava perfettamente… Dov’era inoltre la sua moralità negli anni passati, che si sono contraddistinti per numerose azioni ipocrite da parte di altre squadre?”.

Inevitabile, infine, un piccato riferimento alle eventuali sanzioni che il Consiglio Mondiale potrebbe prendere in sede di dibattimento alla vigilia del Gran Premio d’Italia in programma a Monza il 12 settembre: “Per quanto concerne le possibili decisioni del Consiglio, solo il tempo chiarirà la situazione. A questi livelli dello sport, l’importante è rispettare il lavoro altrui e avere fiducia in coloro che saranno chiamati a pronunciare il verdetto”.

Ermanno Frassoni


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