Kimi Raikkonen ha mancato probabilmente una ghiotta opportunità a Spa-Francorchamps per candidarsi a tutti gli effetti fra i candidati alla rincorsa del Titolo Mondiale. Intendiamoci, nulla è perduto e il finlandese può certamente dire la sua sino al termine della stagione, però in Belgio, visto le circostanze favorevoli, forse ci saremmo aspettati qualcosa di più, soprattutto dopo le qualifiche.

Adesso però quel capitolo è chiuso perché si sta per aprire quello di Monza, luogo non propriamente fortunato nei ricordi di Raikkonen: “È vero che non ho mai vinto in Italia – ha detto con schiettezza – Per una ragione o per l’altra non ha funzionato per me. Non significa comunque che non possa guidare bene su questa pista. Solo perché non ho vinto su un tracciato in passato non significa che non vincerò o non otterrò un buon risultato qui in futuro. Speriamo di avere un’opportunità reale per combattere per quella vittoria in questo appuntamento”.

Anche un freddo come The Iceman riconosce però il calore italiano: “Monza è la vera casa dei tifosi e ci saranno molti supporter finnici inoltre – ha raccontato – È un posto dove andiamo davvero veloci. È grandioso venire qui con ogni cosa che sta lavorando bene sulla vettura e vedere come possiamo andare velocemente. L’ultima volta che ho corso a Monza ero un pilota della Ferrari. Mi è sempre piaciuta l’atmosfera a Monza ma è proprio speciale viverla da alfiere Ferrari. Spero che a loro piacerà pure vedermi gareggiare qui anche se potessi essere davanti ad una Ferrari. Attendo con trepidazione l’ora di vedere tutti i fan e penso che sarà una sensazione abbastanza speciale se sarò sul podio come pilota della Lotus”.

Al termine delle sue riflessioni, Kimi analizza tecnicamente il tracciato con la velocità media più alta del Mondiale: “Monza fornisce sempre una grande sfida – ha infine aggiunto – È talmente unico rispetto alla maggior parte dei circuiti moderni poiché per la sua struttura significa che la monoposto deve essere preparata in modo diverso. Per andare veloci a Monza hai bisogno di una buona macchina aerodinamica che sia stabile sui cordoli con un forte motore, poiché useremo l’acceleratore pieno per buona parte del giro. Penso che dovremmo essere messi abbastanza bene in quelle aree ma non sapremo esattamente quanto fino a che non scenderemo in pista”.

Mattia Fachinetti


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