Kamui Kobayashi ha vissuto un 2011 che si può tranquillamente dividere in due fasi: una prima parte nella quale ha conquistato molti punti, concludendo quasi sempre nella top ten, ed una seconda nella quale invece ha faticato, sia per alcuni suoi errori, ma anche per il mancato sviluppo della vettura.

Adesso il giapponese è pronto a rituffarsi nell’abitacolo per provare a crescere e mantenere il ruolo di faro del team: “Non vedo proprio l’ora di quella che sarà la mia terza stagione in Formula 1, ed allo stesso tempo la mia terza stagione con la Sauber – ha detto ai media – Abbiamo avuto dei test pre-stagione promettenti con la C31 e la macchina sembra abbastanza buona. Questo, assieme all’esperienza accumulata lo scorso anno, mi rende molto più fiducioso ora. Per me il principale obiettivo è di essere più consistenti della passata annata. Nel 2010 abbiamo avuto una difficile prima parte di stagione ed abbiamo recuperato solo nella seconda metà. Nel 2011 è stato l’inverso, abbiamo avuto una grande partenza ma abbiamo faticato in seguito durante la stagione”.

Kobayashi crede nel team, del quale oramai si sente assolutamente un punto saldo: “Se possiamo mostrare in modo consistente il nostro miglior potenziale, potremmo ottenere punti con costanza – ha messo in evidenza – Personalmente ho svolto molto allenamento durante la pausa invernale e mi sento davvero in forma adesso. Melbourne di per sé è una gran location per cominciare la stagione perché le persone lì amano sicuramente le corse e la Formula 1. La città è molto viva e, non appena ci arrivi, l’atmosfera ti chiama: sì, siamo pronti per andarci, è tempo di iniziare!”.

Infine Kamui analizza le condizioni che i piloti si troveranno ad affrontare dall’altra parte del Mondo: “Spero che il meteo sia ancora bello e caldo durante il weekend del Gran Premio, poiché lì l’estate è quasi finita – ha infine concluso – Il circuito dell’Albert Park ha una struttura molto bella. Il fatto che non sia un tracciato permanente, e dunque molto scivoloso all’inizio del weekend, non rende il lavoro di set-up affatto semplice per il primo Gran Premio, ma adattarsi al miglioramento del livello di grip è una sfida per tutti”.

Mattia Fachinetti


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