Il team principal della Scuderia Ferrari Marlboro Jean Todt rimane comunque ottimista per quanto riguarda il prosieguo della stagione, specie dopo il secondo posto ottenuto da Kimi Raikkonen, giunto al traguardo staccato di soli pochi decimi dal leader della gara e del mondiale piloti Lewis Hamilton.

"E' complicato – ha detto Todt – rimango naturalmente rammaricato per quanto successo nel corso delle qualifiche del sabato ed è ovvio che avrei preferito vedere entrambe i piloti al traguardo in zona punti. Premesso quanto sopra, il campionato a mio avviso rimane comunque aperto e alquanto combattuto. Se saremo in grado di andare a podio con entrambe i piloti nelle restanti sei gare, cosa che ritengo possibile, penso che avremo concrete chance di raccogliere ciò che attualmente è il nostro principale obbiettivo".

La differenza tra il secondo posto di Raikkonen ed il deludente tredicesimo di Felipe Massa è purtroppo dipesa dagli errori commessi nelle qualifiche, ha aggiunto Todt. "In Q2 (la seconda parte delle qualifiche ufficiali), solitamente giriamo con poca benzina a bordo e dopo l'errore commesso da Felipe nel suo giro veloce, anche a causa di un fastidioso sottosterzo accusato dal pilota brasiliano, abbiamo subito realizzato che c'era il rischio concreto di non qualificare la vettura per il Q3, situazione per noi piuttosto insolita".

"Così abbiamo deciso all'ultimo di cambiare gli pneumatici della vettura di Felipe, al fine di rimandarlo in pista il prima possibile, senza però considerare il fatto che la vettura era ormai praticamente priva di carburante. Si è trattato di un errore di procedura. Realizzato il problema abbiamo subito fermato il pilota in corsia box, solo che a quel punto, tra il tempo necessario per riportare la vettura al garage e quello impiegato per rifornirla, le gomme hanno perso la loro temperatura di esercizio ottimale e probabilmente lo stesso pilota si è sentito sotto pressione. E' chiaro che adesso è facile vedere ciò che avremmo potuto fare, purtroppo però sono cose che succedono, possiamo semplicemente dire che non abbiamo fatto il nostro lavoro al meglio e che abbiamo pagato duramente per questa disattenzione".

"Non è stata certa una cosa positiva ed io sono il primo ad essere estremamente contrariato per questo, anche se dobbiamo pensare che sono le stesse persone che hanno vinto molte gare, molti campionati e che comunque è umano commettere degli errori, tutto qui. Dobbiamo esattamente capire le ragioni di questo sbaglio, cercare di evitarlo in futuro ed essere ben sicuri che non si verifichi in nessun altra occasione".

"In gara è stato decisamente frustrante vedere Felipe dietro a vetture che, con tutto il rispetto per loro e per i piloti che le conducono, sono di un'altra categoria ma che qui purtroppo, date le caratteristiche del tracciato, è stato impossibile superare. A seguito della posizione in griglia abbiamo poi deciso di far partire il pilota brasiliano con molta benzina, nella speranza, anche se in questo business non è mai positivo sperare, che ciò avrebbe potuto dargli un vantaggio nelle fasi centrali di gara, cosa che poi in realtà purtroppo non si è verificata".

"Per quanto riguarda Raikkonen, invece, va detto che le cose sono andate decisamente meglio – ha proseguito lo stesso Todt – il che dimostra che senza gli errori commessi in qualifica la nostra vettura era comunque competitiva, anche su questo tipo di tracciato. Anche se si tratta di una parziale consolazione, è un fatto che dobbiamo accettare così com'è, nonostante ripeto, non mi ritengo affatto soddisfatto del risultato di quest'oggi".

Anche se non sono previsti test per alcune settimane, Todt spiega che il team sarà comunque al lavoro in questo periodo. "Nonostante non ci siano test possiamo comunque lavorare in galleria del vento, possiamo lavorare con le simulazioni e poi comunque dobbiamo sempre considerare che ogni team si trova nelle nostre stesse condizioni".

Todt ha inoltre ribadito che non ci sono preferenze per nessuno dei due piloti all'interno del team, spiegando com'era la situazione anche quando c'era Michael Schumacher: "Con Michael siamo sempre stati d'accordo che, se ad un certo punto della stagione, il compagno di squadra si fosse trovato in una situazione di classifica decisamente migliore della sua, egli si sarebbe messo al servizio del team per cercare di massimizzare il risultato di squadra, anche a discapito del suo personale".

"Al momento c'è un solo punto di differenza tra i nostri due piloti ed è chiaro che con un margine così ridotto non è ipotizzabile pensare di adottare strategie in favore dell'uno o dell'altro che, comunque, durante tutto l'arco della stagione hanno dimostrato di avere prestazioni analoghe e in grado di portare la Ferrari sempre nelle primissime posizioni della classifica".

Todt ancora una volta ha sottolineato le ragioni che lo hanno spinto a chiedere alla Federazione Italiana di domandare formalmente alla FIA di prendere nuovamente in esame il dossier che vede la Ferrari coinvolta nel caso di spionaggio industriale che ha visto i progetti della sua monoposto finire nella mani del capo progettista della McLaren. "E' logico che non eravamo contenti dell'esito della sentenza con la quale si avvallava, a nostro giudizio, un comportamento decisamente antisportivo, ragion per cui abbiamo accolto con favore il ripensamento della Federazione che riprenderà in esame il caso più accuratamente".

"Vogliamo avere l'opportunità di presentare la nostra difesa nei modi e nelle sedi opportune, producendo compiutamente tutte le prove in nostro possesso, poi naturalmente spetterà sempre alla sola Federazione prendere la decisione finale che noi ovviamente accetteremo, con l'unica premessa che ciò che è successo per noi è e rimane semplicemente inaccettabile e mai lo accetteremo".

Nella foto, Jean Todt e Rory Byrne


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