Nato a Roma il 14 gennaio 1973, Giancarlo Fisichella è uno di quei piloti che la F.1 dei giorni nostri considera già ‘vecchi’, anche se a ben guardare, negli albi d’oro della massima serie per monoposto, di concorrenti over 35 capaci di aggiudicarsi un titolo mondiale se ne contano diversi. E’ probabile che nel momento in cui il driver tiburtino ha conquistato la quarta pole position, la prima nella storia della Force India, al volante di una VJM02 apparsa particolarmente agile nei violenti cambi di direzione sul mitico circuito di Spa Francorchamps, nella sua mente balenasse l’idea di guidare una Ferrari. Non che il ‘Fisico’ nazionale, in verità sempre più lanciato verso la possibilità di calarsi nell’abitacolo della F60 a Monza anche per via del calvario annunciato vissuto da Luca Badoer nelle qualifiche del Gran Premio del Belgio, stesse pensando a come sarebbe stato bello pilotare una Rossa, l’impressione piuttosto era proprio quella che oggi Giancarlo stesse pennellando le curve di Spa, come a voler tramutare sapientemente la sua Force India in una monoposto della scuderia di Maranello. Per vederlo stringere il volante della F60 vera si dovrà attendere quanto meno fino al Gran Premio d’Italia, Hulkenberg e compagnia permettendo. Adesso però Fisichella sta dimostrando con i fatti di possedere intatte qualità, indispensabili per poter sperare di affiancare il finlandese Kimi Raikkonen fino a quando Felipe Massa, infortunatosi gravemente nelle prove ufficiali disputate all’Hungaroring lo scorso 25 luglio, non riceverà l’autorizzazione a tornare nella mischia dai medici che ne seguono passo dopo passo il recupero.  

Campione nella F.3 italiana edizione 1994 con tanto di vittorie prestigiose sui circuiti cittadini di Montecarlo e Macao, nel 1995 Fisichella ha momentaneamente abbandonato le monoposto per disputare una stagione nell’International Touring Car Championship al volante dell’Alfa Romeo. Il suo esordio in F.1 risale al 1996, anno in cui ebbe modo di macinare chilometri preziosi sulla Minardi, scuderia indicata dai più come vera e propria fucina di talenti, prima di lasciare il sedile a Giovanni Lavaggi, in grado di portare capitali freschi alla scuderia faentina. Fisichella non è comunque un pilota che può restare a piedi a lungo, tant’è che nel 1997 è Eddie Jordan a mettere sotto contratto il pilota romano. In squadra si ritrova Ralf Schumacher, già campione della F.Nippon, ciononostante per l’ex iridato della F.3 tricolore i risultati non tardano ad arrivare: sul podio nel Gran Premio del Canada disputato sul selettivo circuito di Montreal, Giancarlo non fatica a ‘regolare’ le ambizioni del fratello di Michael precedendolo nella classifica di campionato. Nello stesso anno merita una segnalazione il secondo posto conquistato guarda caso proprio a Spa, sullo stesso circuito dove dodici anni dopo è tornato al vertice. Dal 1998 al 2001 Fisichella difende i colori della Benetton, ma i tempi non sono più quelli di Kaiser Schumacher: non mancano i piazzamenti sul podio, eppure l’impressione è che il ‘treno’ per i risultati di maggior prestigio sia ormai transitato, lasciando al pilota romano poche alternative in chiave futura. Nel 2002 torna alla corte di Jordan, stavolta però viene ampiamente ripagato da una strepitosa vittoria, la prima della sua carriera, maturata nel diluvio di Interlagos 2003. La monoposto preparata dal buon Eddie si rivela comunque poco meno di un disastro, così il romano si trasferisce armi e bagagli alla Sauber, scuderia nella quale si ritrova a fianco il brasiliano Massa. L’esperienza nel team elvetico non porta i risultati sperati, quindi nel triennio 2005-07 Fisichella trova una sua dimensione in Renault, proprio negli anni dei successi del giovane Fernando Alonso. Giancarlo torna prepotentemente sul gradino più alto del podio nell’inaugurale Gran Premio d’Australia edizione 2005, poi però col trascorrere dei mesi è il veloce compagno spagnolo ad involarsi verso il primo titolo mondiale. Archiviata la parentesi Renault, nel 2008 abbraccia la causa Force India rigettandosi nei bassifondi della classifica pur di poter proseguire l’avventura in F.1. Nessun punto ma una crescita costante, tanto da proporre Giancarlo nuovamente al vertice nelle qualifiche del Gran Premio del Belgio.  

Non è poi così dissimile da quella di Fisichella la storia che ha portato l’abruzzese Jarno Trulli alla ribalta delle cronache sugli autodromi di tutto il mondo. Nato a Pescara il 13 luglio 1974, Jarno fu grande protagonista fin dal karting prima dell’approdo alle formule. Campione della F.3 tedesca edizione 1996, viene subito notato dal manager Flavio Briatore che lo vuole come collaudatore in Benetton nella stagione successiva. Nel 1997 però, Trulli riesce a correre le prime sette gare con la Minardi, salvo poi finire nelle file della Prost in sostituzione dell’infortunato Olivier Panis. Scattato dalla terza posizione nel fine settimana del Gran Premio d’Austria sul circuito di Zeltweg, domina la scena per i primi trentasette giri, ovvero fino a quando il propulsore non rende l’anima lasciando anticipatamente a piedi l’abruzzese. Poco male, Trulli torna in azione al volante della Prost nel biennio 1998-99, guadagnando anche un ottimo secondo posto al Nurburgring. Tra il 2000 e il 2001 corre per la Jordan, continuando in qualche modo il percorso già tracciato in precedenza dal quasi coetaneo Fisichella. Nel 2002 si concretizza l’atteso passaggio in Renault, affrontato dal driver di Pescara con tutte le intenzioni di ben figurare al volante delle monoposto preparate dalla Casa della Regie. Giusto il tempo di sollevare la coppa del vincitore nel Gran Premio salotto di Montecarlo edizione 2004, ed ecco che di lì a poco i rapporti con la dirigenza vanno a rotoli, tant’è che Trulli viene messo a piedi all’indomani di Magny-Cours, salvo poi essere ripescato dalla Toyota per le ultime gare. Dal 2005 Jarno gareggia stabilmente con i colori della scuderia nippo-tedesca, diventando una sorta di pilota-bandiera per gli uomini di Colonia. Lo scorso 25 aprile, al volante della non sempre irresistibile TF109 nel deserto del Bahrain, conquista una splendida pole position potendola così dedicare ai suoi corregionali, colpiti nel cuore e nell’anima dal terremoto verificatosi nella zona di L’Aquila. Le successive uscite si dimostrano avare di risultati, finché, nel pomeriggio di sabato 29 agosto, le vicende umane di Trulli e Fisichella si incontrano di nuovo permettendo al romano di ottenere una incredibile pole position, e all’ex protetto di Briatore di artigliare una valida seconda piazza che potrebbe assumere un valore ancora maggiore in vista della gara.  

Ad oggi l’Italia del volante post Alberto Ascari non ha ancora prodotto dei campioni del mondo, ma la volontà degli appassionati veri sembra essere quella di non rinunciare troppo presto a due piloti validi e spesso sottovalutati quali Jarno Trulli e Giancarlo Fisichella. Indipendentemente dalla necessità di tenere d’occhio il vivaio tricolore, che nelle formule minori sta via via proponendo, come amerebbe dire il Premio Nobel Luigi Pirandello, sempre più personaggi in cerca d’autore.  

Ermanno Frassoni


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