Con l’approdo del Circus F.1 in India a partire dal Mondiale 2011 (ma il circuito dov’è?), il ritorno negli Usa programmato in Texas nel 2012 e la volontà di aprirsi a nuovi mercati quali Russia e, forse, persino Sudafrica senza dimenticare il ‘cittadino’ di Roma, il gran capo della FOM Bernie Ecclestone ha colto l’occasione per inoltrare un messaggio non proprio distensivo all’Automobile Club di Monaco in vista di una possibile cancellazione dello storico Gran Premio di Montecarlo negli anni a venire.

Il campionato andrebbe avanti anche senza Monaco – ha rimarcato Mister E, il cui obiettivo è arrivare a 20 Gran Premi l’anno – oltretutto non pagano abbastanza. Gli organizzatori europei devono rendersi conto che molti Stati premono per ospitare un evento di F.1, e se qualcuno non sarà in grado di garantire più denaro il Circus probabilmente si recherà altrove”.

Nemmeno l’instabilità politica delle due Coree ha infatti fermato Ecclestone, che per il Gran Premio in agenda a Yeongam il prossimo 24 ottobre ha evidenziato: “Un conflitto può scoppiare in qualunque parte del mondo. Anzi, poco prima che si svolgesse il Gran Premio di Valencia mi era stato detto che i separatisti avevano piazzato quattro ordigni”.

Al di là delle considerazioni più o meno interessate di colui che gestì attivamente il team Brabham tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, l’eventuale addio della F.1 a Montecarlo significherebbe la perdita di un palcoscenico unico nel suo genere, capace di amalgamare il glamour del Principato all’esclusività assicurata dalle monoposto della massima categoria dell’automobilismo. Forse però, prima di gridare allo scandalo, sarebbe bene ricordarsi dell’abilità insita in Mister E quando si tratta di creare pressioni al fine di ottenere contratti infinitamente più vantaggiosi… 

Ermanno Frassoni


Stop&Go Communcation

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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/eccle11.jpg In dubbio il futuro del Gran Premio di Monaco? Ecclestone ammette: “Se ne potrebbe fare a meno”