Rimasta in lizza per l’alloro piloti con Lewis Hamilton, già iridato nel 2008, fino all’ultimo Gran Premio del 2010 disputato ad Abu Dhabi lo scorso 14 novembre, la McLaren si è immersa nel lungo inverno della F.1 dedicandosi alla meticolosa progettazione del telaio MP4-26 che costituirà l’arma in dotazione al fenomeno di Stevenage e al suo compagno di squadra Jenson Button nel campionato del mondo 2011.

Tim Goss, l’ingegnere della scuderia di Woking chiamato a lavorare sul progetto dell’anno venturo, è convinto almeno per il momento che la monoposto stia nascendo sotto i migliori auspici: “La vettura sembra promettere bene. Non possiamo dire molto di più, tuttavia Doug McKiernan, il capo degli aerodinamici, e il suo staff hanno portato a termine un ottimo lavoro di base”.

Secondo quanto riportato da Goss, sebbene in chiave 2011 il famigerato dispositivo F-Duct sia stato bandito poiché ritenuto troppo pericoloso da azionare, gli spazi di manovra per tecnici e aerodinamici non mancano: “Nei regolamenti, anche se restrittivi, c’è sempre margine per l’innovazione. E’ questa la differenza tra chi costruisce una monoposto vincente e chi invece non riesce a interpretare al meglio la situazione tecnica. L’F-Duct rientrava per così dire in una zona grigia delle normative, che alla McLaren siamo stati in grado di esplorare meglio di altri. Dobbiamo comunque ringraziare Charlie Whiting e la FIA che hanno subito compreso lo spirito del sistema capace di far stallare l’ala posteriore in rettilineo ascoltando le nostre motivazioni”.

Goss, però, ammette che la realizzazione dello stesso dispositivo ha comportato una notevole mole di lavoro: “Abbiamo avuto una bella idea, forse un po’ folle, perché per trasformarla in realtà avevamo bisogno di impiegare gente che credesse nelle possibilità garantite dallo studio a livello aerodinamico”.

Ermanno Frassoni


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