Con l'addio di Pedro de la Rosa, passato alla Sauber, Gary Paffet è adesso il terzo pilota della McLaren, diventando la riserva di riferimento nel caso uno dei titolari non fosse in grado di scendere in pista. Il britannico, campione del DTM nel 2005, è tuttavia contrariato dalla rigidità degli attuali regolamenti, che di fatto non concedono chances minime per guidare una "vera" Formula 1, al di là delle ore trascorse al simulatore.

"Non posso lavorare direttamente sulla macchina. L'unica cosa che posso fare è sostenere qualche test in rettilineo per valutare l'aerodinamica, e devo ammettere che arrivare magari a 350 all'ora è molto speciale", spiega l'inglese. "Potrei anche partecipare alle prove libere del venerdì, ma non è semplice per le squadre dover tenere fuori uno dei titolari".

"In caso di necessità il rischio è comunque quello di dover correre un GP senza magari aver guidato seriamente una F1 da due anni o giù di lì", attacca Paffett. "A mio parere è piuttosto rischioso, e non sarà mai possibile mostrare il proprio potenziale".

Paffett si cimenterà anche quest'anno nel DTM, ma l'obiettivo futuro è un altro: "Vorrei correre in F1, credo di meritarmelo. Intanto ho fatto un piccolo passo avanti diventando il terzo pilota della McLaren, un grande team con cui mi trovo a stretto contatto ormai da cinque stagioni. Ma se dovesse arrivare un'opportunità da un'altra squadra, ci penserei seriamente. Correre è la cosa migliore in assoluto".


Stop&Go Communcation

Con l'addio di Pedro de la Rosa, passato alla Sauber, Gary Paffet è adesso il terzo pilota della McLaren, diventando […]

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/f1-310310-01.jpg Il collaudatore della McLaren, Gary Paffett: “Questo regolamento è rischioso per i tester”