Mancano 26 giorni alla data prevista per Gran Premio del Bahrain, da dove arrivano però segnali contraddittori. Lo sceicco Abdullah bin Isa al-Khalifa, presidente dell’automobile club locale (e membro del Consiglio Mondiale FIA), ha ammesso all’agenzia PA Sport di non poter garantire la sicurezza assoluta dei fans: “Ci sono proteste e giovani che vanno gestiti in una certa maniera”, ha dichiarato.

“Non ci sono garanzie. Potreste essere ovunque, anche a Silverstone. Bisogna sapere che se dovessero esserci preoccupazioni o problemi, ci sono canali appropriati e procedure a cui ricorrere”.

L’edizione 2011 della gara (insieme agli appuntamenti della GP2 Asia) fu cancellata per le rivolte della popolazione contro il governo. La tensione nel piccolo paese arabo, pur poco considerata dalla stampa internazionale, non si è mai davvero placata e sono fresche le ultime ondate di protesta, che chiedono inoltre al Circus di non ritornare. “Niente Formula 1 senza diritti umani” è stato infatti uno degli slogan dominanti nelle manifestazioni di sabato.

Khalifa, tuttavia, vede nella F1 uno strumento che potrebbe permettere al Bahrain di tornare ad essere più unito: “Abbiamo i nostri problemi, sono stati commessi degli errori, ma è il momento di riconciliarsi, di andare avanti e diventare più forti e coesi”.

Il governo di Manama vuole sfruttare la corsa di Formula 1 come il segnale che la calma è tornata a regnare in Bahrain, e nonostante tutto pare le vendite dei biglietti per il GP abbiano già sorpassato quelle di due anni fa. “Sarà un messaggio alla comunità economica e all’estero che c’è di nuovo la normalità”, ha rimarcato Essam Fakhro, responsabile della locale cameia di commercio.

Per l’arrivo del Mondiale non sono previste misure di sicurezza aggiuntive: “No, assolutamente. Sarà tutto come al solito”, ha affermato Khalifa. “Non ci sono mai state violenze contro gli stranieri, semplicemente perché sono stranieri o della F1. Non è mai successo nulla contro chi veniva da fuori, e non penso che ci sia pericolo per chiunque venga in Bahrain”.

La palla passa adesso a Bernie Ecclestone, sempre a sostegno dell’evento, e alla FIA: toccherà a loro prendere una decisione in tempi brevi.


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