L’ultima azione della Renault prima dell’addio alla F.1 nelle vesti di costruttore totale? Il pagamento di un ingente risarcimento danni, la copertura delle spese processuali e le scuse formali inoltrate a Nelson e Nelsinho Piquet per i noti fatti del crash-gate del Gran Premio di Singapore edizione 2008, con l’allora pilota della scuderia Renault finito contro il muro alla Raffles Avenue nel corso del tredicesimo passaggio di gara col risultato di favorire l’ingresso della safety car in pista e la successiva cavalcata dell’attuale ferrarista Fernando Alonso verso la vittoria finale.

Dopo i provvedimenti presi in sede di Consiglio Mondiale nei confronti dei vertici del team Renault, di fatto azzerati complici le dimissioni di Flavio Briatore e Pat Symonds nel settembre del 2009, la vicenda finì davanti al Tribunale delle Grandi Istanze di Parigi che giudicò inique le squalifiche FIA consentendo poi al team manager italiano di raggiungere un compromesso in grado di autorizzarne l’eventuale reintegro nelle maglie del Circus iridato a far data dal 1° gennaio 2013.

Dominic Crossley, l’avvocato della famiglia Piquet, ha così salutato la notizia: “Il team Renault F.1 si è scusato al cospetto dell’Alta Corte per avere diffamato i miei due clienti, Nelson e Nelsinho Piquet. Questo segna un inizio e non una fine per quanto attiene al lungo viaggio che dovrebbe portare alla luce diversi aspetti del crash-gate di Singapore 2008. Entrambi i miei assistiti hanno ricevuto un trattamento spaventoso dalla Renault non appena si sono convinti ad uscire allo scoperto. La carriera in F.1 di Nelsinho, poi, ha subito un durissimo contraccolpo”.

Il team Renault F.1, quindi, non esita a cospargersi il capo di cenere quale atto conclusivo della propria permanenza nel Circus che a partire dal 2011 si limiterà alla fornitura di motori a tre scuderie. “Un comunicato stampa diramato dalla Renault l’11 settembre 2009 suggeriva che Nelson e Nelsinho Piquet avevano mentito rilasciando false dichiarazioni circa l’incidente del Gran Premio di Singapore 2008 – ha ricordato la squadra – all’epoca avevamo anche sostenuto che queste bugie erano frutto di un tentativo di ricatto ordito da Piquet padre per consentire al figlio di restare titolare al fianco di Alonso fino al termine del Mondiale 2009. Il team riconosce che le affermazioni di Piquet Sr. erano veritiere, quindi nessun tentativo di ricatto è mai stato compiuto. Ritiriamo pertanto le gravi accuse formulate in precedenza e porgiamo le nostre scuse alla famiglia Piquet per il disagio e l’imbarazzo provocati”.

Nel comunicato si legge ancora: “Al fine di dimostrare la nostra sincerità d’intenti desideriamo riconoscere a Nelson e Nelsinho Piquet i relativi danni economici per diffamazione, sostenendo inoltre i costi processuali e impegnandoci a non rinnovare tali accuse nel prossimo futuro”.

Ermanno Frassoni


Stop&Go Communcation

L’ultima azione della Renault prima dell’addio alla F.1 nelle vesti di costruttore totale? Il pagamento di un ingente risarcimento danni, […]

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/piquets.jpg I Piquet ottengono un risarcimento danni e le scuse formali della Renault per il crash-gate di Singapore 2008