Shame. In inglese, vergogna. E' questa una delle parole più usate dai media di tutto il mondo all'indomani della scandalosa decisione dei commissari FIA a Spa Francorchamps che ha penalizzato il (meraviglioso) vincitore Lewis Hamilton e regalato la vittoria alla Ferrari. Un evento che, se da una parte ha ucciso la logica dello sport, dall'altra ha avuto anche effetti positivi. Infatti anche chi fino ad ora aveva fatto finta di non vedere il disastroso comportamento degli uomini della FIA negli ultimi anni si è ricreduto.

Tra questi c'è anche l'ex tre volte iridato (due con la Ferrari una con la McLaren) Niki Lauda. L'austriaco ha giudicato la decisione dei commissari a Spa come "la peggiore di sempre". Come dargli torto. D'ora in poi qualunque pilota in lotta per un titolo ci penserà due volte prima di superare, visto che è il sorpasso, proprio lui, ad essere messo alla gogna. L'essenza delle corse sacrificata sull'altare della politica.

E pensare che anche Ralf Schumacher, il fratello dell'uomo che con la Ferrari ha vinto cinque titoli, si è indignato. Lui che quando correva in F.1 non diceva neppure una parola che fosse fuori dagli schemi degli uffici stampa. "Lewis ha vinto con merito, la decisione dei commissari è totalmente ingiustificabile", ha detto. Applausi.

Non resta ora che attendere il commento di Jackie Stewart, uno che non ha mai nascosto le sue sensazioni sul presunto trattamento "particolare" riservato dalla FIA alla rossa e che certamente non nutre simpatie particolari verso gli uomini di Mosley…

In tutto questo disastro, l'unica stampa a favore della decisione è stata, manco a dirlo, quella italiana. A parte pochi siti web specializzati (forse gli unici media dove chi scrive può esprimersi più liberamente, non dovendo vendere copie) quasi tutti i giornali nazionali hanno infatti difeso la FIA e la Ferrari o, quando più imbarazzati, smorzato i toni della polemica. Del resto il campanilismo è sempre stato il male supremo di un paese che di Formula 1 e sport dei motori, checchè ne dicano emiliani e romagnoli, non ci ha mai capito un cavolo (per usare un termine aulico).

A dirlo del resto non siamo noi e neppure altri siti specializzati. A parlare sono gli autodromi vuoti, i campionati con sei, sette, otto vetture al via. A parlare sono i tifosi che a Monza insultano i piloti McLaren perchè sono davanti ai ferraristi. A parlare è il fatto che gli italiani medi cui la tv si rivolge presentando i GP conosca a mala pena i nomi di tre o quattro piloti in griglia e pensi sempre che quelli della Ferrari sono i migliori di tutti quando vincono. O dei brocchi paurosi quando perdono, perchè a perdere è il pilota finlandese che su Novella 2000 dicono di aver visto sbronzo, non di certo la macchina italiana. Ci mancherebbe.

Beh, allora, per dirla come gli inglesi, shame on you Italy.

Cristiano Puglisi


Stop&Go Communcation

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