Sebastian Vettel, 6,5 Pura amministrazione, sopratutto in gare come queste dove, invece che essere il più veloce, si deve essere il più attento. In partenza è letteralmente in apnea, poi le McLaren lo sverniciano. Vettel rimane comunque freddo, non sbaglia strategia come Hamilton, e alla fin fine considerando la poca costanza di Button in termini stagionali, quella di ieri è praticamente una vittoria.

Mark Webber, 4,5 Ammette che la scelta di passare ad intermedie al cinquantesimo giro, quando delle intermedie non c’era proprio più bisogno, è tutta sua: errore grave, che lo mette fuori dal podio e nel finale lo vede anche battuto dal confronto con Hamilton.

Lewis Hamilton, 5 Nonostante sia l’animatore assoluto della festa, sbaglia tantissimo: oltre alla strategia, così come Webber, di montare le inters su asfalto praticamente asciutto, fa qualche errore di troppo e la solita bravata al limite del regolamento che gli costa un drive trough e, probabilmente, la vittoria. Nel finale ancora grande aggressività, svernicia Massa e Webber, ma che rimpianto.

Jenson Button, 7,5 Vince, ma vince in balia degli eventi: Hamilton prende più rischi, sbaglia di più, ma se fosse stato più attento gli sarebbe arrivato tranquillamente davanti. Jenson non fa nulla più del necessario, quasi attende che gli avversari si facciano fuori da soli, e alla fine vince festeggiando alla grande il suo duecentesimo GP.

Fernando Alonso, 5 Si spende molto ma sbaglia tutto lo sbagliabile: tre fuori pista, più due secondi in più persi al primo pit-stop (la squadra ha atteso che passasse Rosberg in fast lane) fanno più o meno i venti secondi che lo distanziano da Button. Stavolta, forse per la prima volta da inizio stagione, non è la macchina la causa dei mali Ferrari: e questo brucia ancora di più.

Felipe Massa, 4,5 Parlando di sbagli, probabilmente la Ferrari ne ha fatto uno piuttosto grosso continuando a tenerselo in squadra: oramai è evidente che il team lotterà con la McLaren fino all’ultimo per il secondo posto nei costruttori, dietro alla Red Bull. Un risultato impossibile, se Massa continua a mancare di aggressività nei duelli (è stato superato praticamente da tutti i diretti avversari senza versare una goccia di sudore) e arriva sempre ai margini della Top6. Dietro a tutti quelli che contano.

Michael Schumacher, 6 Erano cinque anni che non si trovava in testa ad un GP: l’emozione dura meno di mezzo giro, perché poi anche lui torna ai box con una Mercedes spaventosamente lenta in gara. Si ritira per un guasto al cambio.

Nico Rosberg, 5 Anche lui cade nel tranello del giro cinquanta, quello delle intermedie precoci, e finisce ai margini della zona punti. Un risultato deludente, considerata la partenza lampo che aveva messo sia lui che Schumy ben davanti alle Ferrari.

Nick Heidfeld, s.v. Nelle ultime tre gare lo stato di forma della Renault è paragonabile a quello di Galezzi. Ad Heidfeld tocca pure saltare fuori dalla sua Renault che prende fuoco dopo un pit-stop, ed esplode ferendo lievemente un commissario di pista. Per quello che vale, l’unico momento in cui la scuderia s’è fatta notare per qualcosa.

Vitaly Petrov, 4 Pensavate fossero finiti quelli che “hanno messo le intermedie al giro 50” ? Sì? Sbagliato: ecco un altro membro del club.

Rubens Barrichello, e Pastor Maldonado s.v. Oramai sempre più accoppiati in queste pagelle, visto che entrambi sempre più vittime di una Williams che non va: anche loro passano alle gomme sbagliate a metà gara (tanto per cambiare frase, ma la sostanza rimane la stessa) e Maldonado paga pure un drive trough per aver inserito in ritardo il limitatore di velocità.

Adrian Sutil, 4 In partenza tampona il compagno di squadra, rovinando anche le gomme, e poi anche lui si ferma ai box alle prime gocce d’acqua di metà gara (…) .

Paul Di Resta, 8 Centrato da Sutil in partenza, poi costretto ad evitare Hamilton che riparte da un testacoda come se lui non ci fosse, ma alla fine grandissimo ritmo, splendidi soprassi, e settimo posto stra-meritato.

Kamui Kobayashi, 5 Ci riprova, a mettere insieme uno dei suoi run lunghissimi che tanti punti hanno fatto guadagnare a lui e alla Sauber: nel finale, però, le gomme lo abbandonano e perde la Top 10, decidendo di fermarsi ai box per terminare il GP in sicurezza.

Sergio Pérez, 5 Ingenuità nel sorpassare sotto bandiera gialla, drive trough inevitabile e punti persi: quando si lotta a centro gruppo, anche una piccola penalità come questa è distruttiva.

Sébastien Buemi, 10 Il centesimo GP della Toro Rosso si chiude con una prestazione spettacolare di Buemi: penultimo in qualifica, penalizzato per un incidente al Nurburgring, ottavo al traguardo dopo aver conquistato posizioni su posizioni in pista e non ricorrendo alla strategia (che era una classica a tre soste). Capolavoro.

Jaime Alguersuari, 7 Ottiene l’ultimo punto nonostante un mezzo testacoda causato dalla strenua difesa su gomme finite di Kobayashi. Avrebbe potuto far meglio se avesse evitato il contatto, ma non è colpa sua.

Heikki Kovalainen, 6 Ritiro per guasto meccanico, ma fin quando era in pista ha lottato ad armi pari con Maldonado, Sutil e Perez.

Jarno Trulli, 5 Ottiene il famigerato nuovo servosterzo, ma l’atteso passo avanti in termini qualitativi fallisce. Ritirato anche lui per noie tecniche.

Daniel Ricciardo, 6 Diciottesimo, miglior risultato in carriera, per la prima volta davanti al compagno di squadra, ma aiutato dagli eventi.

Vitantonio Liuzzi, 7 Ultimo, ma tamponato (e mandato in testacoda) in partenza e quindi subito molto lontano dal gruppo, senza possibilità di rientro. In gara perde per la terza volta lo stesso pezzo di alettone che si era già staccato venerdì e sabato.

Jérôme d’Ambrosio, 3 Gara anonima? Magari: mezzo testacoda in pit-lane, come neanche ai videogiochi. Per fortuna va tutto liscio e nessuno si fa male.

Timo Glock, 6 Bellissima la partenza, dove si piazza diciassettesimo, poi però le prestazioni calano col passare dei giri: ritorna al diciassettesimo posto finale grazie ai ritiri e agli errori altrui.

Massimo Caliendo

 


Stop&Go Communcation

Sebastian Vettel, 6,5 Pura amministrazione, sopratutto in gare come queste dove, invece che essere il più veloce, si deve essere […]

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/10/hun_pag_2011.jpg Hungaroring, le pagelle