Sebastian Vettel, 5 Dev’essere senz’altro frustrante passare da primo pretendente per la vittoria, quasi certo di poter trionfare davanti al “suo” pubblico, a terzo dietro pure a Button, che fino a quindici giorni fa era difficile ricordarsi fosse ancora in Formula 1. Ma, come al solito, è nei momenti più difficili che i migliori piloti rimangono freddi: Vettel, invece, perde la testa per il “sorpasso” di Hamilton (che pure è molto più veloce), rischia tantissimo con un numero imprecisato di fuoripista e, in ultimo, rimedia una stupida penalità vanificando molto di quello per cui aveva, comunque, lavorato così duramente.

Mark Webber, 4 Dovrebbe essere, almeno così dicono i numeri, il primo concorrente al titolo mondiale: eppure in Germania si smarrisce fin dalle qualifiche, e in gara non fa meglio di un anonimo ottavo posto, dietro a diverse macchine che dovrebbro essere molto più lente di lui.

Jenson Button, 8 Torna finalmente ai livelli che valgono il sedile in McLaren: bravo, come al solito, sotto la pioggia del sabato, bravissimo alla domenica, dove non molla mai Vettel e, in ultimo, è secondo dopo la giusta penalità al pilota Red Bull. Precedente storico: stessa curva, anno 2003, Schumacher supera Trulli in crisi di motore passando con tutte e quattro le ruote all’esterno della pista, proprio come Vettel. Niente penalità, né investigazione, ma la punizione arriverà comunque: la posteriore sinistra sulla Ferrari si forerà a causa di un detrito raccolto nel fuoripista cinque giri dopo, e il tedesco scivolerà dal terzo posto al settimo. Passano le generazioni, non sempre le cattive abitudini.

Lewis Hamilton, s.v. Doveva essere la gara del riscatto McLaren, e tutti guardavano ad Hamilton: troppo spento Button nelle ultime gare per poter puntare su di lui, meglio guardare al granitico Hamilton. Purtroppo per Lewis un detrito dell’ala di Massa gli rovina la gara con una foratura che lo costringe ad una sosta ai box anticipatissima. Sarebbe stato tra i protagonisti, lo si vede col suo passo gara quando è doppiato ed è in grado di risuperare Vettel e insidiare Alonso, poi ancora un problema tecnico (stavolta al differenziale) lo mette definitivamente fuori gioco. Una fine ingloriosa per il suo centesimo GP in Formula 1.

Fernando Alonso, 10 Difficile immaginare una gara gestita meglio: che la Ferrari sia un’ottima monoposto non c’è dubbio, ma senz’altro non è la migliore del lotto. Eppure, sotto la pioggia, Alonso strappa ancora la pole come quindici giorni prima a Silverstone poi, in gara, gioca all’elastico prima con Vettel e poi con Button, entrambi apparsi costantemente minacciosi ma sempre gestiti al meglio, senza mai sbagliare una curva sotto l’enorme pressione durata tutta la gara.

Felipe Massa, 3 Un’altra gara buttata, stavolta con uno stupido tamponamento a Ricciardo in partenza: frutto non solo di una disattenzione al via, ma anche di una qualifica non all’altezza che lo ha costretto a partire a centro gruppo.

Michael Schumacher, 6 Illude tutti al via, quando sembra in grado di insidiare Vettel per la seconda posizione: poi, però, le prestazioni della Mercedes lo riportano nelle posizioni alle spalle dei top team, e porta la sua monoposto a casa in settima posizione.

Nico Rosberg, 7 Rimedia ad un sabato terribile, tra pessima qualifica e penalità per la sostituzione del cambio, con una bella rimonta dal ventunesimo al decimo posto. Un po’ poco, per una squadra che voleva bissare il successo ottenuto ad inizio stagione ma continua a faticare anche per arrivare in Top 10.

Kimi Räikkönen, 6 Sempre la solita Lotus, veloce per alcuni tratti di gara ma mai con costanza: con Massa e Webber che non rendono, si trova nella posizione di veder scappare via i primi tre e, senza molta concorrenza, raccoglie un quarto posto che si trasforma in una medaglia di bronzo con l’arretramento di Vettel.

Romain Grosjean, 3 Fuoripista al primo giro, poi danneggia l’ala anteriore e, in una gara in cui ha più contatti che giri di pista, termina diciottesimo.

Paul di Resta, 6 Una strategia a tre soste inevitabile, visto l’altissimo consumo delle Pirelli sulle Force India: lo scozzese, così come il compagno di squadra Hulkenberg, lotta con le Sauber per le posizioni di alta classifica, ma la sosta in più di fatto relega entrambi ai margini della Top 10. Quando, negli ultimi giri, Rosberg lo attacca per la decima posizione, non può far altro che cedere visto il consumo degli pneumatici.

Nico Hülkenberg, 6,5 Anche lui penalizzato dall’obbligata strategia a tre soste, porta comunque a casa un nono posto che vale altri due punti iridati.

Kamui Kobayashi, 7,5 Ritorna ad alti livelli, come tutta la Sauber, al termine di una gara ben gestita, sempre in bagarre, conclusa davanti a tutti i diretti avversari, al quarto posto dopo la penalità comminata a Vettel.

Sergio Pérez, 7 Chiude al sesto posto, con la strategia gomme inversa rispetto al compagno di squadra: Kobayashi parte su medie e chiude su soft, Perez al contrario arriva al traguardo con gomme medie come i front runner, ma non riesce ad avvantaggiarsi della bagarre come invece fa il giapponese.

Daniel Ricciardo e Jean-Éric Vergne, 6 Entrambi sfortunati, chiudono in coppia in tredicesima e quattordicesima posizione: Ricciardo è tamponato da Massa al via, e in seguito soffre di sottosterzo fino al traguardo, Vergne fora una gomma sui detriti del contatto tra il Ferrarista ed il compagno di squadra e, in ultimo, deve rimontare fino a raggiungere Ricciardo sul traguardo.

Pastor Maldonado, s.v. Colpisce in pieno rettilineo un detrito in carbonio lasciato dalla Lotus di Grosjean, e rovina il fondo della sua Williams perdendo la sua sesta posizione e scivolando in fondo alla graduatoria con un’aerodinamica azzoppata.

Bruno Senna, s.v. Ancora una volta coinvolto da un contatto al via, e costretto ad una sosta aggiuntiva ai box che gli costa qualsiasi tipo di ambizione verso un risultato migliore del suo quindicesimo posto finale.

Heikki Kovalainen e Vitaly Petrov, 7 Un bel duello ruota a ruota li vede protagonisti per gran parte della gara: alla fine la spunta Petrov, con Kovalainen un po’ in crisi di gomme, ma complessivamente mettono in scena un bellissimo spettacolo. Il finlandese si consola con la torta per i suoi 100 GP, con la miniatura in mascarpone della sua Catheram.

Pedro de la Rosa e Narain Karthikeyan, 6 I due piloti della HRT combattono contro la cronica mancanza di passo gara della loro monoposto, ma lo spagnolo si prende la soddisfazione di infilare Glock nel finale quando il pilota della Marussia ha qualche problema di assetto.

Charles Pic e Timo Glock, 6 Con Glock rallentato, come detto, da problemi di assetto sulla sua vettura, Pic si prende una tranquilla ventesima posizione, comunque ben lontano dalle Catheram.

Massimo Caliendo


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