Forse influenzato dalle caute ammissioni della Red Bull, che di recente aveva dichiarato di voler valutare l’opportunità di costruirsi un motore in casa nel prossimo futuro, l’amministratore delegato di Group Lotus Dany Bahar, entrato prepotentemente nell’azionariato dell’ormai ex team Renault ribattezzato Lotus Renault GP, ha rivelato durante un incontro con i media britannici di considerare una logica conseguenza all’impegno in F.1 la realizzazione di un propulsore in proprio.

Di certo possediamo le risorse necessarie – ha attaccato l’ambizioso Bahar, piombato come un fulmine a ciel sereno nel talvolta compassato ambiente del Circus iridato – siamo già coinvolti nella progettazione di motori, quindi non vedo ragioni che un domani potrebbero impedirci di costruire propulsori anche in F.1”.

Pur ammettendo che c’è ancora un lungo cammino da affrontare prima di approdare alla concretezza, Bahar ha fatto capire una volta di più di non avere alcun preconcetto nella sua ardita visione capace di riportare ufficialmente il Group Lotus al top dell’automobilismo sportivo: “Il primo passo consisterà nel dotarsi di un prodotto di nostra costruzione – ha aggiunto l’ex uomo Ferrari nato a Istanbul, in Turchia, nel 1971 – dopodiché il resto ci apparirà una logica conseguenza”.

Nella giornata di ieri, intanto, il team principal e direttore generale di Lotus Renault GP Eric Boullier ha assestato l’ennesimo colpo alle ambizioni della rivale Team Lotus di proprietà del magnate Tony Fernandes, che pure non intende rinunciare alla denominazione: “Si può dire quello che si vuole, ma alla fine soltanto noi godiamo del pieno supporto di Lotus Cars”. 

Ermanno Frassoni


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