A meno di due settimane dal primo Gran Premio d’India della storia, le minacce provenienti dagli agricoltori locali mettono ancora in pericolo l’appuntamento che si terrà alla fine di questo mese. Infatti gli interessati contestano al governo di aver strappato loro le terre senza versare il giusto compenso per la realizzazione del nuovo circuito nella periferia di Nuova Delhi.

Nonostante gli agricoltori indiani minaccino di proseguire nella protesta, le autorità cercano di diffondere la calma: “Non c’è alcun allarme – ha affermato uno degli ufficiali responsabili dell’evento – Non c’è alcuna minaccia per la corsa. Molti cavalcano l’appuntamento e gli agricoltori stanno solo cercando di intimidire gli organizzatori e l’amministrazione. Se qualsiasi gruppo proverà a interrompere lo svolgersi della gara, ci occuperemo di loro in modo appropriato”.

Dall’altra parte i contestatori vogliono rivendicare i loro diritti: “Vogliamo tenere un torneo di sport (pare che vogliano organizzare una partita di cricket sull’asfalto il giorno della qualifica, ndr) per mostrare al Mondo il nostro reclamo – ha detto un portavoce – Non vogliamo creare problemi, ma la nostra voce deve essere ascoltata. Cercheremo di fermare la corsa a tutti i costi poiché rappresenta l’ingiustizia che noi abbiamo sofferto. Abbiamo sentito che le vettura di Formula 1 arriveranno fra il 18 ed il 20 ottobre. Intendiamo bloccarle prima che entrino nel circuito”.

Mattia Fachinetti


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Gli agricoltori minacciano ancora proteste in occasione del GP d’India