Ha vinto tantissimo, quest’anno, ma sopratutto ha vinto le ultime due edizioni del Gran Premio del Giappone disputate a Suzuka. Ha vinto un mondiale, ed è ad un solo punto dal ripetersi: Sebastian Vettel arriva in Giappone da campione praticamente incoronato, ad un passo da un titolo mai messo in discussione dagli avversari.

E così, probabilmente, sarà Suzuka a celebrare il nuovo bi-campione del mondo: a tenere le chiavi della festa, ad aver tenuto chiuse le bottiglie in questi quindici giorni passati dalla bandiera a scacchi a Singapore, è stato Jenson Button.

L’inglese si presenta a Suzuka in piena corsa per il ruolo di vice, sorprendentemente meglio di Hamilton finora, meno sorprendentemente meglio dei Ferraristi, che a Suzuka rischiano di arrancare ancora.

Le tante curve veloci del primo settore sembrano il parco giochi perfetto per le vetture di Newey, che ancora una volta saranno semplicemente impossibili da fermare. L’unica speranza, per tutti, è che al campione venga in testa di conservarsi un po’, di vincere senza stravincere, almeno qui, lasciando spazio agli altri. Ad un Hamilton che deve fermare un periodo negativo, e reso tale più dalla sua attitudine che dal fato, ad un Massa quest’anno assolutamente fuori bolla e speranzoso di poter disputare un GP lineare, senza incidenti e testacoda. Ad un Webber che quest’anno, è assurdo solo dirlo con quella macchina lì, ancora non ha vinto. Ad Alonso e, appunto, Button, che forse si giocheranno il secondo posto nel campionato.

Solo dopo, l’attenzione finirà sul resto del gruppo: su una Renault che dopo lo shock di Singapore, con un pauroso arretramento di prestazioni, proverà a tornare nel centro gruppo insieme alla Mercedes, e sopratutto sull’epica battaglia per il sesto posto tra Force India, Toro Rosso, e una Sauber che a Suzuka sarà completamente rinnovata.

La gara di domenica si svolgerà sulla distanza di cinquantatre giri, nei quali le squadre alterneranno le mescole PZero Yellow e White, le mescole morbida e media della Pirelli. Una scelta più conservativa, vista la difficile sequenza di curve inziali della pista che portano ad un altissimo deterioramento delle ruote anteriori che si fa sentire poi nella parte conclusiva del giro, alla curva Spoon (oltre 180 km/h, 2,5 G laterali) e nella famosa 130R, oramai affrontata in pieno a 310 km/h.

Proprio la 130R sarà decisiva domenica in gara: il detection point per il DRS sarà piazzato subito dopo la curva, nel breve rettilineo che porta alla chicane finale, teatro nel passato del celebre incidente tra Prost e Senna. L’ala si potrà aprire poi nel rettilineo d’arrivo, fino alla staccata della prima doppia curva a destra.

Gli orari del Gran Premio

Venerdì, 7 Ottobre
3:00 – 4:30 Libere 1
7:00 – 8:30 Libere 2

Sabato, 8 Ottobre
4:00 – 5:00 Libere 3
07:00 Qualifiche

Domenica, 9 Ottobre
08:00 Gara

Massimo Caliendo


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