Il Gran Premio di Russia non ha regalato particolari emozioni o colpi di scena, escludendo quel che è successo nelle prime curve della gara.

Nico Rosberg aumenta la sua striscia positiva, con la quarta vittoria stagionale e la settima consecutiva, considerando anche la scorsa stagione. Lewis Hamilton riesce a concludere a podio dopo un sabato difficile, mentre Sebastian Vettel finisce a muro ed è Kimi Raikkonen a portare la Ferrari a podio. Vediamo dunque chi sale e chi scende dopo il fine settimana di Sochi.

UP

McLaren – La compagine di Woking aveva raccolto fino ad ora solamente un punticino grazie al pilota di riserva Stefan Vandoorne, 10° in Bahrain. In Russia le ex Frecce d’Argento si dimostrano competitive in tutto il week-end, il tutto condito dal 6° posto di Fernando Alonso e dal 10° di Jenson Button.
Kevin Magnussen – Se la Renault vedrà dei punti in questa stagione sarà solo, al momento, per il danese. Dopo un venerdì e un sabato sottotono, il team transalpino guadagna qualche punto col 7° posto del figlio d’arte.
Lewis Hamilton – Non era semplice per il pilota inglese, con il morale a terra dopo i problemi occorsogli nelle ultime tre gare. Partire in mezzo al gruppo è sempre una scommessa ma riesce a districarsi tra le varie vetture e a guadagnare subito il 4° posto. Alla fine arriverà un’ottima seconda piazza, ma vedere Rosberg dominare non lo farà certo sorridere.

DOWN

Daniil Kvyat – In Bahrain il pilota russo non aveva nessuna colpa nel contatto con Sebastian Vettel, mentre a Sochi i danni li ha causati solo lui. E’ possibile capire alla prima curva, dove tutti son vicini e in competizione per le stesse posizioni, però la tamponata successiva al tedesco è discutibile, anche perché ha obbligato il ferrarista a finire la gara anzitempo.
Red Bull – Escludendo quel che ha fatto il proprio secondo pilota e i danni subiti da entrambi alla prima curva, la squadra anglo-austriaca ha buttato al vento un altro arrivo in top-10. Troppo azzardata poi la strategia di far rientrare i piloti durante la Safety Car dei primi giri per montare le gomme medie e finire la gara sulle stesse mescole.
Sochi – Ancora una volta il circuito semi-cittadino ha dimostrato tutti i suoi punti deboli, ammazzando la corsa; durante tutti i 53 giri non si son visti dei sorpassi degni di nota. L’unico di felice era il presidente Putin, non di certo gli appassionati di tutto il mondo.

Luca Basso


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