Che Montecarlo valga una stagione è un luogo comune tanto diffuso quanto falso; vincere a Montecarlo è un breve momento di gloria, che ha un po’ di glamour in più, ma che non ti salva da altre diciassette gare disastrose. Eppure i due della Mercedes si sono giocati questa gara come se fosse quella decisiva per il mondiale: alla Senna, come ha suggerito Hamilton, mentre tutto il muretto sperava in un più freddo calcolo matematico alla Prost. Ma quelli erano altri tempi.

UP – Mercedes, più forte dei suoi piloti
Non c’è mai stato dubbio che a Montecarlo la Mercedes avrebbe stravinto: è tutto condito dal puerile derby tra i due piloti, con Hamilton che accusa Rosberg di aver sbagliato apposta in qualifica, e Rosberg che a sua volta non riesce a mettere insieme due frasi per dimostrare che no, non lo ha fatto, e con la Federazione che avvia l’ennesima investigazione che non arriva da nessuna parte. Un contorno poco interessante per un GP che ha allungato il pazzesco record Mercedes: in testa con entrambe le vetture ininterrottamente dal quarantaduesimo giro del GP di Cina.

Tra gli altri, quelli con una macchina terrestre, la Red Bull si è mostrata ancora brava a tener dietro la Ferrari: Vettel avrebbe chiuso a podio, risultato che poi raccoglie Ricciardo quando il karma decide di ripagare Raikkonen (pure lui in salita) per il podio che tolse suo malgrado alla Force India di Sutil, tamponandolo dopo una Safety Car. Stavolta è il finlandese a prendere la botta, in questo crudele gioco del destino, e a perdere un podio che era praticamente cosa fatta. Sorvoliamo per non essere divorati dai fan di Kimi su tutto ciò che succede dopo, dall’incidente con Magnussen alla retromarcia sul muso del danese (persa dalla regia TV, ma a sentire il pilota McLaren dev’essere stato un capolavoro di rara fattura…).

Un ultimo Up ci vuole, ed è ovviamente per la Marussia di Bianchi: primi punti della sua carriera, della storia del suo team, e forse pure gli ultimi per questo 2014. Montecarlo arriva una volta sola.

DOWN – Fernando odia Montecarlo, e la Sauber pure
L’anno scorso, per Alonso, Montecarlo fu il GP peggiore: anche domenica scorsa, persa l’occasione di scavalcare le Red Bull in partenza, il Ferrarista ha guidato senza errori e senza bramosie di rimonta. È vero che Red Bull e Mercedes vanno più forte, e una volta spariti Vettel e Raikkonen non aveva praticamente più avversari diretti, ma ancora una volta è sembrato arrendevole nelle strade del Principato.

L’avverso rapporto Ferrarista con Montecarlo è proseguito alla Sauber, con due piloti ritirati per incidente (ma sempre lontanissimi dai punti); lo stesso vale per la McLaren, che se almeno avesse avuto due ritiri per incidente non sarebbe costretta a guardare gli scarichi della Force India per l’ennesima volta in gara.

Massimo Caliendo


Stop&Go Communcation

Chi sale e chi scende nel GP di Monaco: Mercedes da record, Red Bull davanti a Ferrari, e Kimi davanti a Fernando…

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2014/05/admin-ajax1.jpg Formula 1 – Round 6, Montecarlo