Il secondo week-end di gara della Formula 1 ha confermato senza particolari sorprese i valori in campo già visti a Melbourne: risolti i problemi di affidabilità che avevano scombinato il risultato nella gara inaugurale, la Mercedes si prende le luci della ribalta lasciando agli altri solo le briciole.

UP – Ancora Mercedes, e poi Red Bull (ma solo a metà)
Hamilton ha infilato due pole in due gare, Rosberg è leader del mondiale, ed entrambi hanno una vittoria a testa in campionato dopo due GP: il più grande nemico per la Mercedes è solo la Mercedes stessa. Gli altri sono troppo lontani, e mancano ancora due gare al rientro in Europa, dove forse le differenze tra i team potranno assottigliarsi: finora i due piloti non sono mai venuti a contatto in gara, tra il ritiro di Hamilton in Australia e la differenza tra i due vista in Malesia. Cosa succederà quando saranno in lotta è l’unico punto interrogativo di un inizio di stagione fin qui perfetto.

La disperata Red Bull, invece, inizia a risollevarsi: Vettel ha strappato la prima fila al sabato e, in gara, ha guidato agevolmente fino al terzo posto un GP in cui non si è mai dovuto preoccupare degli avversari. O troppo veloci, o troppo lenti, comunque sempre troppo lontani. E Ricciardo avrebbe potuto tranquillamente completare il GP in quarta posizione se la solita squadra che funziona a metà non gli avesse distrutto il week-end…

DOWN – Ferrari, McLaren, Williams… e Red Bull, di nuovo
Il bel duello in partenza è stato forse… troppo bello. La gara di Ricciardo è stata distrutta dalla solita Red Bull che per il “secondo” pilota non funziona mai: squalificato in Australia, riempito fin sopra ai capelli di problemi in Malesia, Ricciardo avrebbe chiuso agevolmente quarto se al pit-stop i suoi meccanici non avessero combinato un autentico disastro. Da lì, prima ha perso un giro e poi, per una serie di altre sfortune e penalità, è finito anche fuori dalla Top 10 e ritirato per salvare chilometri sulla Power Unit. Che, detto tra noi, è l’unica cosa che ancora funzionava nella sua metà del box, squadra e muretto compresi.

Rispetto a Melbourne, però, c’è chi ha fatto ancora peggio: la Ferrari infila il secondo quarto posto consecutivo, per la seconda volta con un Alonso costretto in gara a fare i miracoli per saltare davanti all’outsider di turno (Hulkenberg, sempre lui, anche nel 2013!) che con un po’ di strategia mette a repentaglio l’intero week-end degli uomini di Maranello. Raikkonen è ancora “non pervenuto”, stavolta incolpevolmente, ma la sua assenza inizia a pesare.

In casa McLaren, Magnussen ha mostrato segni di cedimento alla grande attenzione ricevuta dopo Melbourne: la sua gara è stata tutt’altro che perfetta, e Button col suo solito passo non veloce (ma costante) ha portato a casa un sesto posto non certo esaltante.
Non ha certo ricevuto troppo disturbo dagli avversari all’inseguimento, cioè i due della Williams, troppo impegnati a bisticciare su ordini di scuderia alla seconda gara del mondiale per la settima e l’ottava posizione: meglio dell’anno scorso, ma peggio del potenziale mostrato a Melbourne.

Massimo Caliendo


Stop&Go Communcation

Up&Down: chi sale e chi scende nel secondo appuntamento del mondiale a Sepang. Mercedes al top, Red Bull a metà, Ferrari, McLaren e Williams… solo rimandate.

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2014/03/updown3jhkj.jpg Formula 1 – Round 2, Sepang