A dispetto delle apparenti aperture maturate nei confronti dell’ex Managing Director di Renault F.1 Flavio Briatore nel corso della riunione di Consiglio Mondiale tenutasi alla vigilia delle prime prove libere scattate oggi sul circuito bahrenita di Sakhir, l’imprenditore piemontese ha escluso categoricamente un suo futuro ritorno nel Circus. 

Non sarò più coinvolto in F.1 al cento per cento – ha attaccato Briatore – guarderò i Gran Premi in televisione e mi farà piacere riconoscere nel video tanti volti conosciuti. Sono affezionato allo sport della F.1, anche se forse avrei dovuto lasciare il mio ruolo in Renault all’indomani della conquista del titolo mondiale 2006 con Fernando Alonso”.  

Briatore ritiene infatti di aver vinto tutte le sfide possibili negli anni trascorsi nel Circus tra Benetton e Renault: “La F.1 mi ha dato le soddisfazioni che inseguivo, e ben prima dell’affaire Singapore avevo iniziato a meditare di dedicarmi ad altre attività. Poi, nel 2008 Alonso è tornato alla Renault dopo una stagione difficile in McLaren, quindi in nome della nostra amicizia ho deciso di restare. Nel frattempo ho conosciuto molta popolarità e un grande appagamento, quindi non rimpiango nulla”.  

L’ex talent scout che scoprì e fece brillare la stella di Michael Schumacher in Benetton non può inoltre evitare un riferimento al famigerato caso del Gran Premio di Singapore 2008, scoppiato nel settembre 2009 grazie alle rivelazioni della famiglia Piquet che accusava Briatore di avere ordinato a Nelsinho l’incidente allo scopo di favorire il successo di Alonso: “Il Tribunale delle Grandi Istanze cui mi ero rivolto ha fatto giustizia, sancendo la mia estraneità ai fatti. Per qualche mese sono stato trattato come un criminale, poi però è arrivato il sollievo della sentenza di Parigi, anche se la Federazione Internazionale ha deciso di ricorrere in appello”.  

In attesa di conoscere l’ulteriore pronunciamento della Corte, che sarà discusso entro un paio di mesi, Briatore rivela di essersi caricato sulle spalle la responsabilità morale dell’accaduto: “Adesso sono tranquillo perché so di aver fatto il mio dovere. Da buon comandante della nave, quando era chiaro che la Renault sarebbe affondata a causa del presunto crash-gate mi sono accollato la responsabilità morale dello scandalo dando le dimissioni da Managing Director. La storia vera deve ancora essere scritta, in ogni caso il verdetto di Parigi mi ha restituito libertà e orgoglio”. 

Nella foto di archivio, Flavio Briatore con Fernando Alonso ai tempi dell'esperienza in Renault

Ermanno Frassoni


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