Fernando Alonso arriva all’appuntamento di Budapest prima della pausa estiva con il morale alle stelle dopo lo splendido successo di Hockenheim. Lo spagnolo, anche grazie alla straordinaria rimonta messa in scena a Valencia e al 2° posto di Silverstone, ha inoltre operato la prima vera fuga del Mondiale, distanziando di oltre 30 punti i più diretti avversari, le Red Bull di Mark Webber e Sebastian Vettel.

L’avvicinamento del ferrarista a questo weekend ha comunque vissuto dei momenti di certo particolari e toccanti: “Io e Felipe (massa, ndr) abbiamo fatto visita ad alcune tendopoli – ha raccontato ai giornalisti – Le persone che qui vivono ancora non sanno quando potranno ritornare alle rispettive case, dato che alcuni paesi sono danneggiati e gli edifici devono essere riparati. È una triste sensazione e abbiamo cercato di dare un sostegno a nome della squadra Ferrari e dell’azienda. Quando si è verificato il sisma, le loro storie erano sulle prime pagine tutti i giorni, ma dopo mesi la gente dimentica. Spero che la situazione torni presto alla normalità”.

Passando all’analisi del Mondiale, Alonso rimane coi piedi per terra sulle possibilità di vincere il Titolo: “È una buona posizione in cui trovarsi al termine della prima metà di stagione, ma mancano ancora 10 gare e i distacchi tra i cinque o sei migliori team sono molto ristretti – ha detto a proposito – Quindi basta solo che una di queste squadre abbia due buone gare per cambiare la situazione. Dobbiamo massimizzare a ogni corsa quello che abbiamo: qualche volta potrebbe significare un podio, qualche altra un 5° o un 7° posto. Non possiamo permetterci di commettere errori ed è troppo presto per pensare al Campionato, con Red Bull, McLaren, Lotus e Mercedes tutte in lizza”.

Il pilota di Oviedo inoltre torna sempre con piacere in Ungheria, luogo della sua prima vittoria nel Circus: “Quando ho vinto il mio primo GP, tanta l’emozione, la soddisfazione, l’orgoglio e i pensieri per la squadra e per la famiglia – ha messo in evidenza – È meraviglioso pensare di aver continuato a vincere, con squadre e regolamenti diversi, con i V10 e i V8, con Bridgestone e Pirelli, con e senza rifornimenti. Non ho mai pensato, quando ho vinto qui nel 2003, che avrei vinto anche due Titoli e che adesso avrei corso per la Ferrari”.

Tuttavia per vincere il Mondiale attuale, Fernando sa che ogni minimo particolare deve andare al posto giusto: “È importante ogni dettaglio e ogni pit stop – ha sostenuto al termine – Siamo comunque riusciti a concludere tutte le gare disputate in zona punti. Vincere un terzo Campionato sarebbe molto importante. Significherebbe avere lo stesso numero di titoli di Ayrton (Senna, ndr), mio idolo e punto di riferimento quando correvo nei kart, e vorrebbe inoltre dire essere al pari di altri nomi come Lauda. Spero accada il prima possibile”.

Mattia Fachinetti


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