Fernando Alonso arriva in Giappone reduce dalla medaglia di legno a Singapore, dove si è dovuto accontentare della 4° posizione, il massimo per un pilota che deve fare i conti con una vettura meno performante di Red Bull e McLaren. Purtroppo la situazione difficilmente migliorerà entro il termine della stagione, poiché gli sviluppi della Rossa sono stati bloccati in ottica 2012.

Alonso guarda alla gara giapponese senza creare illusioni: “Le previsioni per il fine settimana sono abbastanza buone, almeno per le prime giornate mentre per domenica cresce la minaccia di pioggia – ha affermato giunto a Suzuka – Del resto, non si può mai sapere da queste parti: ad esempio l’anno scorso fummo costretti a disputare le qualifiche la domenica mattina dopo il temporale del giorno precedente che aveva resto la pista impraticabile”.

Le motivazioni non mancano per il pilota spagnolo: “Se è vero che ormai siamo fuori, anche aritmeticamente, dalla lotta per il Titolo Piloti, ci sono ancora sufficienti motivazioni per affrontare nella giusta maniera queste ultime cinque gare – ha dichiarato con forza – Innanzitutto c’è il 2° posto nel Campionato Costruttori: considerato com’è andata finora la stagione, dominata da un pilota come Vettel che soltanto una volta ha mancato il podio, sarebbe davvero un bel risultato, per me e per la squadra. Saremo in quattro a giocarcelo: oltre a me ci sono Webber e il duo della McLaren e credo che dovremo aspettare fino ad Interlagos per avere un verdetto”.

Alonso, nonostante l’inferiorità del mezzo, non intende arrendersi: “È chiaro che se guardiamo all’andamento delle ultime gare non sarà certo facile perché i miei avversari diretti sembrano avere qualcosa in più da un punto di vista della prestazione della vettura ma non vuol dire che mi consideri senza speranze, tutt’altro – ha annunciato a giornalisti – Sappiamo di dover fare tutto alla perfezione se vogliamo centrare l’obiettivo ma ci proveremo fino in fondo. Poi c’è anche il secondo posto nella classifica Costruttori, un obiettivo ancora più difficile, perché il ritardo dalla McLaren è notevole, ma non è impossibile”.

Il ricordo della sua vittoria a Suzuka nel 2006 si contrappone a quella che fu una grande delusione per la Rossa: “Ho vinto due volte il GP del Giappone, una volta al Fuji e una qui a Suzuka – ha ricordato in chiusura – Il successo più bello fu proprio quest’ultimo ma sono sicuro che nessuno della mia attuale squadra condivide questo giudizio. Hanno ragione perché posso capire il dispiacere che provarono quando Michael (Schumacher, ndr) fu costretto al ritiro mentre era in testa davanti a me: fa male vedere la macchina fermarsi per una rottura. Del resto a me era successa la stessa cosa poche settimane prima a Monza: la Formula 1 sa essere crudele, a volte”.

Mattia Fachinetti


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