Fernando Alonso è reduce da uno splendida vittoria a Valencia che gli ha consentito di riconquistare la vetta della classifica iridata e, nell’attesa della finale degli Europei fra Italia e Spagna, molto sentita in Ferrari, si dedica a un’altra grande passione: i social network. Infatti è stata pubblicata la terza intervista dello spagnolo attraverso le domande giunte dai suoi tifosi sui suoi account nel corso delle passate settimane.

Alonso ha innanzitutto ringraziato i fan, stupito da tutto l’affetto e l’interesse ricevuto: “Buongiorno a tutti! – ha scritto – Eccoci qui per una nuova edizione delle interviste via Facebook e Twitter! Sono passati tre mesi dall’inizio del Campionato, proprio quando è iniziata la mia presenza su Twitter e Facebook. Da quando è cominciata quest’avventura siamo arrivati alla terza intervista, una al mese. Per l’ultima ho ricevuto oltre 12.700 domande!! Sono più di 20mila da marzo e continuate a porre quesiti interessanti, divertenti e originali. Siete quasi in 800mila ad accompagnarmi qui!! Mi fate davvero lavorare tanto, eh? 12.700 domande in un paio di giorni… È tanta roba! Ma ne vale la pena, tutti voi ne valete la pena!”.

Il pilota di Oviedo sottolinea come l’intervista arrivi in un momento speciale: “Il caso ha voluto che la nostra terza intervista coincidesse con quella che è stata forse la mia vittoria più speciale in Formula 1 – ha ammesso – L’ho detto domenica scorsa dopo essere sceso dal podio: mi sono sentito come sopraffatto. Del resto, come potevo non esserlo? Le tribune a Valencia erano praticamente piene soltanto di persone vestite di rosso, con le bandiere della Spagna, delle Asturie, della Ferrari. La gioia enorme di vincere un Gran Premio in una stagione così dura si è aggiunta all’emozione di farlo davanti al pubblico spagnolo. Il momento è così difficile in Spagna: molti di voi che eravate lì, per fare il tifo e darmi il vostro supporto, avete dovuto affrontare dei grandi sacrifici economici”.

Fernando ha però avuto anche parole di elogi verso i suoi supporter italiani: “Anche in Italia, la mia seconda casa, le ultime settimane sono state molto dure – ha detto – Nel Nord ci sono stati due terremoti in pochissimo tempo, qualcosa che ha davvero toccato la squadra, il che significa tutti noi. Quando accadono tragedie come questa, il senso d’impotenza che senti è indescrivibile. Oltre al denaro raccolto grazie all’asta, volevamo fare qualcosa, volevamo dedicare a tutta questa gente una vittoria. E poi, quando ho guardato i visi di tutti, felici per la vittoria, la loro gioia, tutto questo è stato una sensazione incredibile. Mi ha provocato un misto di incredulità, orgoglio e sorpresa. Per riassumere, la vittoria di Valencia è per tutti voi!”.

Di seguito, alcune delle domande più interessanti fra quelle pubblicate, mentre per leggere l’interea intervista, questo è il link di riferimento.

Aj_rebollo: ”Più o meno, quale percentuale delle decisioni sulla gara viene fatta dall’ingegnere e quale dal pilota? Grazie campione!
Fernando: “50 e 50. Loro hanno tutti i dati, i numeri e un piano in mente. Ogni tre o quattro giri aggiustano il tiro in base alle sensazioni del pilota e ai comportamenti della macchina, che possono rispondere diversamente rispetto ai calcoli… poi prendono decisioni in base ai nuovi dati”.

Raymond_now: “Cosa significano i gesti che fai con le mani durante il giro di raffreddamento?
Fernando: “Ho cominciato con un programma TV che guardavo in Spagna quando ero piccolo chiamato “El chavo del 8”, in cui il protagonista faceva sempre questi gesti. Col tempo sono diventati un modo per salutare mia nonna, ogni volta che andavo in aeroporto verso una nuova gara mi diceva: “ricordati di dirmi ciao se vinci!”. Da allora l’ho sempre fatto… e continuerò a farlo ogni volta che avrò l’occasione di vincere ancora”.

Karnaplosky: “Dato il supporto che hai dal Banco Santander…non ti consideri una specie di pilota pagante?
Fernando: “Sono molto orgoglioso del sostegno che ho ricevuto da tutti gli sponsor che mi hanno accompagnato durante questi anni. Questo è uno sport con budget molto alti e ai piloti si richiede molto di più che semplicemente essere competitivi al volante. Durante gli anni ho preso parte alle riprese di più di trenta spot televisivi, ho fatto conferenze, partecipato a meeting con clienti, impiegati e sponsor… nessuna paga per niente, nella Formula 1 i piloti rappresentano l’immagine del team e dei suoi sponsor; migliori sono gli sponsor, migliore è il team. Fortunatamente, anno dopo anno, gli sponsor sono sempre molto interessati a questo sport e al team di cui faccio parte. Pagare per guidare è diverso che essere pagati per guidare… no??”.

Javi_Font: “Da 0 a 10…quanto è simile il simulatore Ferrari alla vera macchina da F1?
Fernando: “Direi 9: è un simulatore professionale, sviluppato da un team per replicare le caratteristiche della macchina, automatizzarne i movimenti durante i giri in pista e testare le possibili modifiche. Non è un gioco, è parte del lavoro…a dir la verità, è una delle cose meno divertenti da fare, anche se non sembra”.

Mattia Fachinetti


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