In Formula 1 bisogna sempre guardare avanti, ma arrivando a Sepang per Fernando Alonso è impossibile dimenticare quanto accadde qui il 22 maggio 2003, quando conquistò la prima pole-position della sua carriera. “Né io né la squadra, la Renault, ci aspettavamo quel sabato mattina un risultato simile ma, alla fine delle qualifiche, ci ritrovammo con due macchine in prima fila. Fu una grande gioia e mi rammento benissimo di come vivemmo il pomeriggio, la cena e la domenica mattina, trascorsa a pensare a come sarebbe andata la corsa”.

“Ogni volta che torno qui ripenso a quel fine settimana, alla gioia per la pole e alla trepidazione che precedeva la gara. Non vinsi, come invece accadde poi nel 2005 e nel 2007, ma arrivai comunque al terzo posto e riuscii così a salire sul podio per la prima volta”.

Tornando al presente, il pilota spagnolo viene dal 4° posto nel round inaugurale di Melbourne, che avrebbe forse potuto essere qualcosa di meglio con una partenza più fortunata. Per questo il portacolori della Ferrari è fiducioso per i prossimi appuntamenti del calendario.

“Sono rimasto in contatto con i tecnici, via email e via telefono. Abbiamo riesaminato l’andamento del week-end di Melbourne e abbiamo parlato della preparazione di quello di Sepang. Sappiamo di dover migliorare il livello della nostra prestazione, ma siamo altrettanto consapevoli che il risultato della gara non è stato poi così disastroso. Avremo qualcosina di nuovo in macchina ma nulla di particolarmente significativo o che ci possa far dire che questa o quella modifica siano la chiave per fare un salto di prestazione”, spiega.

“Sono convinto che dobbiamo rimanere concentrati sul nostro lavoro e cercare di capire come tirare fuori tutto il potenziale dalla 150° Italia che, ne sono sicuro, è tanto. Prima di riuscirci, è inutile star qui a fare previsioni su come andranno le cose. Affrontiamole giorno per giorno”.

Come tutti i suoi colleghi, anche l’asturiano è cosciente della sfida imposta dalle condizioni climatiche di Kuala Lumpur, sia a livello fisico che strategico. “In questa gara si perdono tanti liquidi ed è molto impegnativo guidare in queste condizioni e bisogna essere al massimo della forma. Essere pronti al 100% sotto questo punto di vista può fare la differenza domenica pomeriggio. Anche sotto il profilo mentale è una corsa molto particolare”, racconta Alonso.

“Il fatto che il meteo cambi così velocemente, rende più stressante la fase di preparazione delle varie fasi del lavoro in pista. Improvvisamente si passa dal sole ad uno scroscio di pioggia fortissimo ed è necessario essere pronti ad ogni evenienza. Non è un problema soltanto di noi piloti ma di tutta la squadra: serve avere piani B e C, e forse anche D, per i vari scenari!”.


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