Dopo la Germania, potrebbe toccare all’Italia perdere il proprio posto nel calendario della Formula 1.

Poco importa la storia o il prestigio di un tracciato, perché quel che conta, oggi, sono solo i soldi. È riassumibile in queste poche parole il pensiero di Bernie Ecclestone, che in un’intervista alla “Gazzetta dello Sport” lascia intendere come la presenza di Monza in F1 dopo il 2015 sia sempre più a rischio: “Due anni fa avevo fatto un accordo con una delle persone che ora non sono più coinvolte nell’Autodromo. Prevedeva che per Monza venissero applicate le stesse condizioni economiche degli altri circuiti europei. Tutto fatto, tutto a posto, strette di mano. Non è successo nulla. C’è un contratto per la gara di quest’anno, ma non per le stagioni successive”.

Inutile battere sul tasto della storia del tracciato brianzolo, della sua importanza per la Formula 1; Ecclestone non si fa incantare da sentimentalismi di sorta, vuole 20 milioni all’anno, non un soldo in meno: “È quanto pagano gli altri organizzatori. Perché fare condizioni diverse da Zeltweg o Spa? Ho chiesto le stesse cifre e stesse clausole. Monza è la storia? Sì, ma la F1 si paga”, ha tagliato corto Ecclestone, lasciando di fatto ben poche speranze per il futuro del GP d’Italia, nonostante certe cifre, alla luce anche della qualità dello spettacolo offerto dal circus attualmente, risultino davvero poco appropriate.

Federico Fadda


Stop&Go Communcation

Il boss della F1 poco incline ai sentimentalismi: o l’Italia paga quanto gli altri, o addio GP.

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2015/04/Monza01.jpg Ecclestone non fa sconti, Monza sempre più in bilico