Continua inevitabilmente a far discutere l’ordine di scuderia dato dalla Ferrari al 49° giro del Gran Premio di Germania, quando Felipe Massa ha ceduto il comando della gara a Fernando Alonso per favorire lo spagnolo nella caccia al titolo. In difesa del Cavallino rampante è intervenuto nientemeno che Bernie Ecclestone, secondo cui i team dovrebbero essere liberi di gestire i propri piloti. “Devo confessare di essere perfettamente d’accordo con chi è di questo parere”.

Dopo il GP d’Austria del 2002, quando proprio la scuderia di Maranello impose a Rubens Barrichello di cedere la vittoria a Michael Schumacher, la FIA ha introdotto nel regolamento sportivo il divieto di “ordini di squadra che possono interferire sul risultato di una corsa”.

Nel frattempo la Ferrari è stata multata di 100 mila dollari e l’accaduto sarà riportato al prossimo meeting del Consiglio Mondiale. “Non so se quella norma sarà abolita”, ha intanto ammesso Ecclestone. “È qualcosa che va discusso. In ogni caso credo che siano questioni che riguardano soltanto le persone di un team. Ovviamente, se si parla di azioni pericolose potrebbero esserci dei problemi, ma altrimenti via libera”.

Il “caso Hockenheim” sarà probabilmente trattato dalla Federazione il prossimo 10 settembre, nella giornata in cui si svolgeranno le prove libere dell’appuntamento di Monza. I vertici della FIA si riuniranno a due passi dall’autodromo brianzolo, a Como. La data non è ancora definitiva, ma pare che il presidente Jean Todt (ds Ferrari all’epoca di Zeltweg) non parteciperà alla riunione.


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