Il pilota britannico Peter Gethin, vincitore del Gran Premio d’Italia del 1971, è morto all’età di 71 anni dopo aver combattuto contro una lunga malattia. 30 i Gran Premi da lui disputati al volante della McLaren, della BRM e del Team Embassy di Graham Hill. Nato a Surrey, Gethin ha debuttato tardi in Formula 1, all’età di 30 anni nel 1970 con la McLaren, il team che ha scelto proprio lui dopo la morte di Bruce McLaren. Tuttavia l’inglese è ricordato soprattutto per il suo successo a Monza, con i primi cinque arrivati distanti poco più di 6 decimi di secondo, evento unico nella storia del Circus.

La vittoriani questione è arrivata al suo secondo Gran Premio con la BRM, dopo che si era trasferito dalla McLaren per la stagione 1971, ancora una volta in sostituzione di un pilota deceduto, ovvero in questa circostanza il messicano Pedro Rodriguez. La gara italiana del 1971, allora il più veloce Gran Premio nella storia della Formula 1 in termini di velocità media, divenne l’unico trionfo di Gethin nel suo palmares, avendo poi totalizzato solamente un altro punto iridato in totale, con il 6° sempre per la BRM e soprattutto nuovamente a Monza nel 1972.

Dopo un’unica apparizione con la BRM nel 1973, ha conclusa la sua esperienza in Formula 1 con un’unica uscita nell’abitacolo della monoposto di proprietà di Graham Hill al Brands Hatch nel 1974, sebbene successivamente sia ritornato nell’ambiente come Team Manager della Toleman a metà anni ’80. Sono tuttavia le avventure nelle altre serie che meglio evidenziano le sue abilità di pilota. Vinse nettamente la Race of Champions del 1973 al Brands Hatch al volante di una Chevron F5000, battendo una schiera di piloti e di scuderie prestigiose appartenenti al mondo della Formula 1.

Mattia Fachinetti


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