Il Gran Premio di Cina non ha rappresentato certamente una domenica da ricordare per Daniel Ricciardo, il quale ha concluso nelle retrovie dopo aver battagliato in varie circostanze anche con la Caterham di Heikki Kovalainen. Una prestazione dunque che non può soddisfare la scuderia di Faenza e nemmeno il talento australiano di casa Red Bull.

Il primo a riconoscere la gara no è stato lo stesso Ricciardo: “In Cina abbiamo vissuto un weekend che non è andato come avremmo voluto – ha riferito nel suo blog – Non abbiamo avuto il passo ma credo che l’aspetto positivo sia che io e Jean-Eric (Vergne, ndr) abbiamo concluso i 56 giri ed abbiamo collezionata alcuni dati utili. Il modo nel quale sono andate le cose in Cina hanno reso la corsa come una sorta di test. È stato un lungo pomeriggio, un sacco di giri da guidare, ma quando sei 17° e non dipende dal meteo o dal degrado delle gomme, i punti sembrano lontani una vita e devi ammettere di dover aiutare il team ad avanzare in futuro. Penso che ciò che abbiamo imparato sarà utile questa settimana in Bahrain dove speriamo di essere più competitivi”.

In modo onesto, l’aussie ammette di non avere grandi conoscenze sul prossimo appuntamento: “La Formula 1 non è andata in Bahrain lo scorso anno, dunque a differenza dei tracciati di inizio stagione l’esperienza delle prime prove libere del 2011 alle mie spalle – ha raccontato ai suoi lettori – Sono già stato a Sakhir ma solamente per un evento legato alla Formula BMW nel 2006. Era sulla pista breve, sebbene incorporasse pezzi del circuito del Gran Premio. Ad essere onesti non ricordo molto, ma ho avuto la borsa di studio e quindi devo essere stato abbastanza veloce. Forse questo è un buon auspicio e chiaramente andrò a finire il GP sul podio (con tono scherzoso, ndr)”.

Un grosso problema riguarderà le temperature del luogo, ed allora Daniel spiega le sensazioni che si vivono all’interno dell’abitacolo: “Beh, francamente è abbastanza caldo in macchina ovunque tu sia, ma sì, è più caldo e normalmente più stancante gareggiare in posti come questo – ha messo in luce al termine – Tuttavia fra la Malesia e la Cina sono andato in Australia dove abbiamo avuto più di 30°C ogni giorno ed ho svolto molto allenamento all’aperto in condizioni atmosferiche splendide, dunque ritengo che probabilmente sarò ben preparato”.

Mattia Fachinetti


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