Sebbene sia stato richiamato in servizio permanente dal team Hispania nei fine settimana di Singapore, Brasile e Abu Dhabi per rimpiazzare Sakon Yamamoto, a sua volta sostituto di Karun Chandhok, l’austriaco Christian Klien ha rivelato di non vedere di buon occhio la recente globalizzazione maturata all’interno del Circus iridato, che a suo dire pregiudicherebbe diverse chances ai piloti di estrazione europea, magari più talentuosi ma al contempo meno appetibili sotto il profilo finanziario.

Il caso di Nico Hulkenberg dimostra che non ci sono garanzie – ha sbottato Klien, 27 anni, la cui carriera ha mosso i primi passi sotto la direzione del gruppo Red Bull – pur trattandosi di un rookie capace di partire in pole position nel Gran Premio del Brasile, alla Williams hanno deciso di appiedarlo”.

L’ex driver di Jaguar e Red Bull ammette però di avere alcune frecce al suo arco: “Ho un paio di opzioni in ottica 2011. La più ovvia risponde ovviamente al nome HRT, anche se come squadra devono ancora stabilizzarsi. Nel febbraio scorso il team era in fase embrionale e per quanto mi riguarda mai avrei pensato di disputare tre Gran Premi con loro nel 2010. Prima della prossima stagione c’è tutto il tempo necessario per raggiungere un accordo”.

Cresciuto agonisticamente nei ranghi della F.BMW e della F.Renault in attesa del passaggio alla F3 Euro Series, Klien evidenzia che talvolta la nazione di provenienza gioca un ruolo importante nella scelta di un pilota da parte di una scuderia tenuta ad investire in un progetto a medio o lungo termine: “Il problema è che la F.1 va verso una internazionalizzazione sempre più marcata. Una volta, se eri inglese, italiano o francese avevi ottime chances di trovare una sistemazione stabile nel Circus, ora invece lo scenario è mutato complice l’apertura di nuovi mercati come India, Russia, il sud-est asiatico e in futuro probabilmente anche Corea e Cina. Essere l’ottavo pilota di lingua tedesca in F.1 non ti garantisce prospettive definite, tuttavia persino Italia e Francia hanno registrato una repentina riduzione dei propri rappresentanti nell’ambito del motorsport”.

Nelle sue dichiarazioni rilasciate all’edizione online del magazine austriaco ‘Vorarlberg’, Klien fa persino riferimento all’ex campione del mondo di F.1 Kimi Raikkonen, passato quest’anno armi e bagagli nel Mondiale Rally: “Anche un nome di prestigio come il suo necessita di munifici sponsor al fine di ottenere un sedile in squadre importanti. Tornando poi alla F.1, bisogna tenere presente che le varie scuderie sono sottoposte a pressioni enormi per far quadrare i bilanci”.

Ermanno Frassoni


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