Sebastian Vettel, 10 Stavolta la sua gara è al confine della noia: mai un errore, mai una rimonta da gestire, mai un problema. Guida la gara in testa dal primo all’ultimo giro, fa la pole, il giro più veloce, e vince per l’undicesima volta in questa stagione. Servono i numeri, per spiegare la sua gara, perché le parole oramai sono finite.

Mark Webber, 5 Deve, deve per forza, avere una monoposto peggiore di quella di Vettel: altrimenti il divario non si spiega. Webber parte secondo, ma si qualifica terzo (Hamilton è arretrato di tre posizioni e gli lascia la prima fila), però perde come al solito una posizione in partenza e, distrutte le gomme, si fa superare anche da un Alonso con una Ferrari non brillante.

Lewis Hamilton, 4,5 Hamilton ci prova sempre, e non spesso va bene: il contatto con Massa distrugge la sua gara, non solo per il pit-stop ma anche perché dal dopo incidente sente di aver perso il bilanciamento della sua vettura. Il controllo post-gara, però, non rivela niente di rotto sulla sua McLaren.

Jenson Button, 9 Bravissimo, e sempre molto pulito, in partenza: dichiara a fine gara che “a parte per il fatto che ha vinto Vettel”, questa domenica è stata perfetta. Già, a parte Vettel: con un po’ di passo in più, magari, la gara sarebbe stata diversa.

Fernando Alonso, 8 Fa squadra sempre più da solo: sbaglia in partenza, osando troppo, però mette in pista una gara maiuscola, dove riesce a passare davanti a Webber grazie ad un paio di giri su gomma morbida in più. E’ ancora in lotta per il titolo di vice-campione

Felipe Massa, 4,5 Come Hamilton, la sua gara è anonima fino a quando i due non si scontrano: Felipe è ritenuto responsabile, perché anche se si trova più avanti rispetto al rivale, i due sono considerati affiancati. La sua reazione è rabbiosa, ma nel verso sbagliato: colpisce, di nuovo, il cordolo della curva 9 e si ritira con una sospensione rotta. A fine gara dice che i cordoli vanno cambiati, ma nessun altro ha il suo stesso problema in tutto il week-end.

Michael Schumacher, 7,5 Gara senza picchi d’emozione, molto regolare, dove si mostra constantemente più veloce del compagno di squadra, e alla fine raccoglie un quinto posto meritatissimo.

Nico Rosberg, 7 Il motivo per cui è stato battuto da Schumacher è tutto nello stint centrale: Schumy conserva meglio le morbide Pirelli di quanto faccia Nico, e la differenza è sul traguardo.

Bruno Senna, s.v. La sua gara zoppica in partenza, quando per i primi cinque giri ha problemi col KERS e viene superato dalle Toro Rosso. Nel finale risale fino alla nona posizione, ma un ultima sosta ai box per il cambio gomme lo riporta fuori dalla zona punti.

Vitaly Petrov, 5 Segue per l’intera gara Sutil e Perez, ma i tre non arrivano mai a combattere per la posizione: Vitaly chiude così undicesimo, senza averci provato più di tanto, e non raccoglie punti.

Rubens Barrichello, 3 Tampona il compagno di squadra in partenza, perde l’ala anteriore sotto la vettura e arriva alla prima curva tamponando Kobayashi, e a sua volta il giapponese urta Glock. Barrichello riesce poi a tornare ai box, ma la sua gara è praticamente finita.

Pastor Maldonado, s.v. Preso in pieno da Barrichello al via, si ritira dopo pochi giri per un guasto al cambio, mentre si trovava in scia di Senna, Perez e Petrov.

Adrian Sutil, 7 Supera in qualifica le Toro Rosso, ma in gara Buemi e Alguersuari passano, molto più veloci, e se lo lasciano alle spalle. Fa parte del celebre trenino di centro gruppo, tiene dietro Perez e Petrov e porta a casa due punti preziosi.

Paul di Resta, 5 Strategia incentrata sul possibile ingresso della Safety Car nei primi giri: di Resta, che è partito con gomme dure, spera così di sbarazzarsene immediatamente, ma la sua scommessa non va e lo scozzese finisce fuori dalla zona punti.

Kamui Kobayashi, s.v. Ritirato immediatamente per l’incidente al via.

Sergio Pérez, 8 Come Di Resta, mette le gomme dure in partenza ma, al contrario del pilota della Force India, opta per cambiarle immediatamente, al costo di ripartire dall’ultim posto. La strategia funziona, e arriva al decimo posto che consente alla sua squadra di pareggiare la Toro Rosso nella corsa al sesto posto costruttori.

Sébastien Buemi, 8 Purtroppo la sua gara non finisce, dopo un guasto al motore: un peccato, perché seguiva Alguersuari nella scalata all’ottava posizione.

Jaime Alguersuari, 9,5 Quattro punti pesantissimi, al termine di una gara splendida culminata nel sorpasso a Sutil per l’ottava posizione.

Heikki Kovalainen, 8 Per un momento, nel giro dei pit-stop, si trova addirittura decimo: la Lotus sta crescendo con i passi giusti, aumentando il proprio passo progressivamente, e Kovalainen ne raccoglie i frutti.

Jarno Trulli, s.v. Girato da un contatto in partenza, poi costretto a fermarsi immediatamente ai box, conclude la gara con cinque giri di ritardo a causa del fondo della sua Lotus rovinato dal testacoda.

Daniel Ricciardo, 5 Battuto dal compagno di squadra, perché nel suo stint centrale trova un set di gomme non perfetto, costringendolo a fare una sosta ai box in più.

Narain Karthikeyan, 6 Con un po’ di fortuna, porta la sua HRT al traguardo davanti a Ricciardo, nella sua gara di casa: il destino gli fa l’occhiolino, ma ieri si è mostrato consistente e non ha demeritato.

Jérôme d’Ambrosio, s.v.Un calvario con le gomme, praticamente mai competitivo, finisce dietro anche alle HRT.

Timo Glock, s.v. Fa solo tre giri: è coinvolto in un incidente in partenza tra Barrichello e Kobayashi, che lo chiudono a sandwich, e dopo pochi chilometri si ferma con la sua Virgin che oramai zoppica.

Massimo Caliendo


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