Alla vigilia della lunghissima pausa estiva, la Formula 1 si ritrova a quattro giorni di distanza da Hockenheim su un altro dei grandi classici del calendario: l’Hungaroring, a Budapest, per il Gran Premio d’Ungheria. In calendario ininterrottamente dal 1986, il tracciato magiaro fu costruito in meno di otto mesi (un record, anche per i moderni standard da sforna-piste per le economie emergenti new entry del calendario) e, nell’idea di chi lo disegnò, doveva di fatto sostituire l’idea originaria di un tracciato cittadino per le strade di Budapest.

Fatta eccezione per palazzi e muretti, l’obiettivo fu centrato in pieno: l’Hungaroring è stretto, tortuosissimo e con un asfalto perennemente sconnesso, una sorta di Montecarlo costruito ad hoc, pur senza il glamour ed il prestigio della gara nel Principato. Per questo motivo, spesso e volentieri il GP d’Ungheria non è ricordato come la gara più spettacolare dell’anno: i sorpassi sono molto difficili, la pista è particolarmente sporca e la corsa è spesso tenuta a temperature proibitive, visto che la gara cade sempre al centro dell’estate.

Per questo motivo, solo nel 2006 si tenne la prima edizione del GP d’Ungheria sul bagnato: un assaggio, forse, lo avremo anche quest’anno, con la pioggia che potrebbe condizionare le prove libere di domani mattina ma senza influenzare qualifiche e gara come visto negli ultimi due appuntamenti del mondiale. Sotto la pioggia, ottenne la sua prima vittoria in Formula 1 Jenson Button, in uno degli ultimi momenti di gloria della Honda: ma l’inglese, protagonista anche domenica scorsa in Germania con un secondo posto che ha rilanciato le sue ambizioni stagionali, non è l’unico ad aver conquistato il primo successo in Formula 1 in terra d’Ungheria.

Sulle strette curve di Budapest “iniziarono” di fatto anche le carriere di Damon Hill e Fernando Alonso, e ottenne la sua “prima” (e, purtroppo, ancora unica!) anche Heikki Kovalainen quando in forza alla McLaren-Mercedes.

Non sarà, quindi, amatissimo dai fan, ma l’Hungaroring rimane una pista molto impegnativa e tecnica: per questo piloti del calibro di Senna, Schumacher, ma anche Hamilton e lo stesso Alonso si sono a più riprese detti innamorati di questa tortuosa striscia d’asfalto che una volta all’anno rappresenta il lasciapassare per le prime vacanze.

Se Alonso, Schumacher ed Hamilton affilano le armi per il loro GP di gloria, gli occhi sono ancora tutti puntati in Red Bull: gli austriaci sono usciti azzoppati da una domenica potenzialmente vincente in Germania, e saranno costretti a cambiare le mappature del motore dopo le controversie della scorsa domenica e la minaccia di squalifica (poi rientrata) del delegato tecnico FIA. Nonostante tutto, Vettel e Webber si sono dimostrati costantemente veloci nelle condizioni che si incontreranno domenica e, con tutta probabilità, saranno tra i protagonisti.

La McLaren, rientrata ufficialmente nel gioco dopo le buone prestazioni (anche se sfortunate) della Germania, porterà però significativi aggiornamenti, mentre la Ferrari prova a guardare al ritrovato passo in qualifica per programmare una gara all’attacco: la qualifica, qui più che mai, non si può sbagliare, e le due pole consecutive di Alonso devono necessariamente trovare continuità a Budapest. Con i distacchi visti quest’anno, due o tre decimi possono fare la differenza tra le prime e le ultime posizioni della Top 10, di fatto rovinando ogni ambizione di vittoria.

Con altissime temperature previste sopratutto per domenica, la Pirelli porterà in pista le mescole medie e soft, le stesse del Gran Premio di Germania: qualche preoccupazione c’è, sopratutto sulla durata delle mescole, visto che lo scorso anno la gara iniziò sotto la pioggia di fatto limitando la conoscenza del consumo gomme che storicamente qui è molto elevato. Tutta la meccanica, però, sarà messa sotto pressione: il cambio viene azionato più di tremila volte nell’arco della gara, e la Brembo metterà particolare attenzione sul raffreddamento delle pastiglie, qui non molto impegnate dalle alte velocità ma costantemente in uso vista la continua sequenza di curve e sempre molto calde visto il così poco tempo per disperdere il calore.

Gli orari del fine settimana

Venerdì, 27 Luglio
10:00 – 11:30 Libere 1
14:00 – 15:30 Libere 2

Sabato, 28 Luglio
11:00 – 12:00 Libere 3
14:00 Qualifiche

Domenica, 29 Luglio
14:00 FORMULA 1 ENI MAGYAR NAGYDÍJ 2012

Massimo Caliendo


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2012/07/ung_pre_2012.jpg Budapest, Preview: il circuito cittadino, senza la città intorno