Lewis Hamilton ha dominato e vinto il Gran Premio d’Ungheria: questo il responso di una gara senz’altro non spettacolare, come spesso accade all’Hungaroring, che ha regalato il secondo successo stagionale al pilota inglese della McLaren, tornato alla vittoria dopo il Gran Premio del Canada.

Proprio come in Québec, le vere protagoniste della gara sono state le gomme e il loro consumo nella caldissima Budapest:  Hamilton, comunque il più veloce nell’intero arco del week-end, ha senz’altro guidato la gara migliore del gruppo, senza mai sbagliare anche quando sotto pressione e costruendo il suo successo nei primissimi giri staccando il gruppo dopo la partenza.

All’inseguimento di Hamilton si sono alternate le due Lotus: prima Grosjean, che subìto  un po’ di ritardo allo start ha poi costantemente inseguito il poleman di giornata, poi Raikkonen, bravo a scavalcare il compagno di squadra al momento della seconda sosta ai box. Nonostante un buon ritmo, però, entrambi i piloti non hanno potuto portarsi all’attacco di Hamilton, che li ha così preceduti sul podio.

Ci ha provato, a rientrare nei primi tre, anche Sebastian Vettel: il tedesco, che partiva terzo, ha tentato con una sosta ai box aggiuntiva a dieci giri dalla fine di scavalcare i rivali costretti a gestire con molta cura i propri pneumatici usurati. Per il tedesco, però, solo una sequenza di giri veloci, il migliore dei quali al sessantottesimo, che non gli hanno però permesso di raggiungere il terzetto di testa.

Alle spalle di Vettel, e per un paio di curve in grado di insidiarlo nel momento della terza sosta strategica del pilota della Red Bull, si è piazzato Fernando Alonso: lo spagnolo ha vissuto un week-end di sofferenza, senz’altro reso ancora più duro da digerire dopo le buone prestazioni a Silverstone ed Hockenheim. Per Alonso, però, il quinto posto vale un altro, piccolo, allungo sul primo degli inseguitori in classifica iridata: Mark Webber, infatti, non ha potuto far meglio della ottava posizione, dietro anche a Jenson Button e Bruno Senna.

La leadership dello spagnolo si allunga così a centosessantaquattro punti, quaranta in più di Webber, che subisce il rientro del compagno di squadra Vettel, ora a meno due dall’australiano grazie al quarto posto odierno.

I risultati del podio, invece, consentono ad Hamilton di rientrare nel treno dei pretendenti al mondiale, grazie al sorpasso proprio su Kimi Raikkonen: il finlandese, infatti, scivola in quinta posizione nella classifica generale, un solo punto dietro al rivale odierno Hamilton.

Arrivano punti importanti anche per Felipe Massa, oggi nono proprio dietro a Webber, e per Nico Rosberg, partito undicesimo e bravo a rientrare nella Top 10 scavalcando le Force India di Hulkenberg e Di Resta.

Solo tredicesima la seconda Williams, con un Pastor Maldonado messo in ombra dal collega Senna: i trenta secondi di distacco sul traguardo si misurano anche con un drive-through rimediato dal pilota venezuelano per una sportellata rifilata alla Force India di Di Resta in un tentativo di sorpasso.
Una decisione forse eccessiva nei confronti di Maldonado, sul quale ha pesato senz’altro la sua cattiva reputazione in pista, spesso coinvolto in incidenti evitabili.

Ultimo dei piloti non doppiati è Sergio Perez, solo quattordicesimo: il messicano ha giocato un ruolo importante nella definizione delle prime posizioni quando, al primo pit-stop, si è ritrovato davanti ad Alonso rallentando lo spagnolo ed aiutando un velocissimo Raikkonen a scavalcare il pilota della Ferrari.

Tutti doppiati il resto dei piloti al traguardo: le Toro Rosso di Ricciardo e Vergne precedono Kovalainen e Kobayashi, entrambi fermi all’ultimo giro per problemi tecnici ma classificati comunque in diciassettesima e diciottesima posizione, davanti a Petrov, Pic, Glock e De la Rosa.

Due i ritirati, entrambi a pochi giri dalla bandiera a scacchi: Narain Karthikeyan, fermo alla curva quattro con la sospensione anteriore sinistra piegata in situazioni non chiarite dalle immagini televisive e Michael Schumacher, autore di una delle domeniche più sfortunate della sua carriera.

Qualificato ieri in diciassettesima posizione, il tedesco ha visto ammutolirsi il motore della sua Mercedes nel momento della prima partenza della gara, annullata dal direttore di gara Charlie Whiting senza ragioni apparenti. La rabbia del sette volte campione del mondo si è però sfogata nella direzione sbagliata, con la scelta strategica dopo il forzato start dalla pit-lane di effettuare subito un pit-stop per cambiare gomme. Una sosta che è però costata una penalità vista la mancata osservazione del limite di velocità in pit-lane.

Dopo quasi sessanta giri disputati nelle retrovie, un problema meccanico ha poi terminato la sua gara.

Con un Gran Premio particolarmente noioso, la Formula 1 si congeda dai fan per quasi tutto il mese d’Agosto: i motori torneranno a rombare venerdì 31 Agosto a Spa-Francorchamps, per le prime prove libere del Gran Premio del Belgio.

Classifica

01. Lewis Hamilton – McLaren-Mercedes – 69 giri
02. Kimi Raikkonen – Lotus-Renault – +1.032
03. Romain Grosjean – Lotus-Renault – +10.518
04. Sebastian Vettel – Red Bull-Renault – +11.614
05. Fernando Alonso – Ferrari – +26.653
06. Jenson Button – McLaren-Mercedes – +30.243
07. Bruno Senna – Williams-Renault – +33.899
08. Mark Webber – Red Bull-Renault – +34.458
09. Felipe Massa – Ferrari – +38.300
10. Nico Rosberg – Mercedes – +51.200
11. Nico Hulkenberg – Force India-Mercedes – +57.200
12. Paul Di Resta – Force India-Mercedes – +1:02.800
13. Pastor Maldonado – Williams-Renault – +1:03.600
14. Sergio Perez – Sauber-Ferrari – +1:04.400
15. Daniel Ricciardo – Toro Rosso-Ferrari – a 1 giro
16. Jean Eric Vergne – Toro Rosso-Ferrari – a 1 giro
17. Heikki Kovalainen – Caterham-Renault – a 1 giro
18. Kamui Kobayashi – Sauber-Ferrari – a 2 giri
19. Vitaly Petrov – Caterham-Renault – a 2 giri
20. Charles Pic – Marussia-Cosworth – a 2 giri
21. Timo Glock – Marussia-Cosworth – a 3 giri
22. Pedro de la Rosa – HRT-Cosworth – a 3 giri

Ritirati

23. Narain Karthikeyan – HRT-Cosworth – 63 giri
24. Michael Schumacher – Mercedes – 61 giri

Massimo Caliendo 


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