Bernie Ecclestone sa bene come la Formula 1 sia un giochino altamente prezioso ma allo stesso tempo fortemente fragile. Negli ultimi anni ci sono state molte discussioni a proposito dei regolamenti e della distribuzione degli introiti alle diverse scuderie, ma nel corso degli ultimi mesi la situazione è andata a fratturarsi ulteriormente, con l’uscita dalla FOTA di alcuni team, fra i quali Ferrari e Red Bull.

Oltre a queste difficoltà a volta la FIA, l’Istituzione che sta a capo delle competizioni motoristiche, sembra invisibile, con il solo Ecclestone a parlare: “Io sono ancora qua, è tutto vero – ha affermato ridendo – In effetti è molto complesso trovare un consenso fra tutte le parti coinvolte. Basta prendere la quotidianità: è difficile trovare l’armonia fra due persone. Figurarsi provarci con 12 Team Principal diversi. Venendo alla FIA, non vediamo i rappresentanti nelle loro magliette blu a tutte le gare? Dunque non invisibili affatto. Credetemi, sto lavorando molto duramente per cercare di bilanciare tutte queste parti ed i loro bisogni”.

Sicuramente un altro problema riguarda i costi, per il quale Ecclestone propone un’idea: “Diciamo che ci sono ancora molte persone in Formula 1 che vanno in giro con gli occhiali tinti di rosa – ha raccontato – A loro piace vedere il Mondo come vogliono che sia, ma in realtà nascondono la realtà dei fatti. I team devono imparare a competere senza tonnellate di soldi. Devono di nuovo concentrarsi sulle basi, il correre e lo spendere per lo sport, e non sui faraonici motorhome e gli altri tipi di intrattenimento. Chiaramente però ora c’è il problema che ognuno spende che ha quello a propria disposizione. Si potrebbe inserire un tetto al budget per tutti i team, sulla base di quanto hanno le scuderie piccole, ma i top player lottano aspramente contro questa soluzione”.

Infine il discorso è passato ad un altro tema importante, ovvero la maggiore internazionalizzazione del Circus, con 12 GP extraeuropei su 20 appuntamenti: “Certamente – ha esclamato – Noi siamo un Mondiale e non un Campionato Europeo. Pensate a ciò: quante persone vivono in Europa e quante in Asia o in America? Se l’Europa dovesse avere più gare il bilanciamento sarebbe fuori da ogni proporzione. Per il Bahrain gli organizzatori dicono di avere ogni cosa sotto controllo e per adesso ritengo che dovremmo credergli. Per il Nurburgring ho seguito la storia senza conoscere i dettagli e le informazioni sottostanti. Non ci sono molte possibilità di tornare nel 2013: direi che è semplicemente un problema umano, si ha bisogno di un contatto per negoziare le condizioni. Ovviamente al momento non c’è una tale realtà”.

Mattia Fachinetti


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