Il Circus della velocità approda nel vecchio continente e per i venti piloti iscritti al campionato del mondo di F.1 edizione 2009 le cose si fanno maledettamente serie. Gli appuntamenti europei non concederanno infatti alcuna tregua e le squadre non potranno di certo crogiolarsi a lungo nell’attesa di nuovi miracolosi aggiornamenti aerodinamici, dal momento che la stagione prenderà rapidamente un indirizzo ben preciso.

 

Dal 1991 il circuito sede del Gran Premio di Spagna è quello ubicato nei dintorni della cittadina di Montmelò, ad una ventina di chilometri dalla capitale Barcellona, mentre agli albori della F.1 si correva a Pedralbes, quindi a Jarama, Montjuich e Jerez de la Frontera.

 

Il record di successi sul Circuit de Catalunya appartiene al pentacampione Michael Schumacher, capace di alzare per la prima volta la coppa del vincitore nel 1995, all’ultimo anno in Benetton, e in altre cinque edizioni con la Ferrari.

 

Tra i piloti in attività già vincitori sul tracciato iberico nelle passate edizioni figurano il ferrarista Kimi Raikkonen, trionfatore nell’edizione del 2005 con la McLaren e l’anno scorso con la Ferrari, l’idolo locale Fernando Alonso, al top nel 2006 con Renault, e Felipe Massa, sul gradino più alto del podio nel 2007. Raikkonen torna quindi sul circuito gli ha regalato l’ultima vittoria, più di dodici mesi fa, il 27 aprile 2008, con propositi di rivincita, per dimenticare quella apparentemente inspiegabile crisi che ne ha pesantemente condizionato le prestazioni nei successivi Gran Premi.

 

Il circuito catalano, lungo 4727 metri, si caratterizza per un manto stradale non privo di asperità, ed è storicamente sempre molto gradito ai piloti, grazie soprattutto ad un interessante compromesso di curve e rettilinei che esaltano le qualità dei concorrenti.

 

Tutte le squadre porteranno a Barcellona consistenti step evolutivi e non è quindi escluso che si possa assistere ad un parziale stravolgimento dei valori in campo rispetto ai primi quattro Gran Premi. I favoriti restano Brawn e Red Bull, con la scuderia austriaca che nonostante la vittoria di Jenson Button in Bahrain sembra ormai aver completamente recuperato il gap nei confronti del team nato sulle ceneri della Honda.

 

Tra le possibili sorprese del week-end spagnolo meritano attenzione McLaren e Ferrari, entrambe decise ad invertire una tendenza che le ha viste recitare un ruolo da comprimarie nel primo scorcio di stagione, ma anche il pilota della Renault Fernando Alonso, desideroso di ben figurare davanti ai suoi affezionati tifosi. Attesa ad una prova di forza la Toyota, risultata ancora troppo acerba nella lotta per la vittoria finale due settimane fa in Bahrain.

 

McLaren:  

Ritrovata almeno in parte la serenità dopo il verdetto del Consiglio Mondiale in merito alle dichiarazioni mendaci rilasciate dal campione del mondo in carica Lewis Hamilton e dal giubilato direttore sportivo Dave Ryan nelle conferenze stampa post Australia, la scuderia di Woking giunge a Barcellona presentando profonde novità tecniche, su tutte il doppio profilo estrattore che dovrebbe essere finalmente disponibile nella sua versione definitiva. A Shanghai e Sakhir la McLaren è riuscita a raddrizzare una situazione apparentemente compromessa, ora però non ci si potrà più nascondere, ed Hamilton dovrà necessariamente mettere nel piatto tutta la sua classe per poter frequentare con maggiore continuità le zone nobili della classifica. Un piazzamento sul podio sarebbe l’ideale per ricominciare, ma bisognerà ovviamente vedere l’effetto degli sviluppi portati dalla concorrenza.  

Ferrari:  

Dopo quattro Gran Premi la scuderia di Maranello si trova in una situazione tutto sommato abbastanza simile a quella della McLaren, con la differenza che dalle parti di Woking sono già riusciti a far intravedere netti segnali di ripresa, mentre in Ferrari si attende ancora un deciso passo in avanti. La F60 ha potuto assaporare la gioia dei primi punti mondiali soltanto in Bahrain, grazie soprattutto ad un Kimi Raikkonen insolitamente volitivo nella sua condotta di gara. Sarebbe tuttavia importante riuscire a schierare due vetture non soltanto veloci ma anche affidabili, fattore questo fondamentale se si vuole recuperare sugli avversari. A Barcellona sulle monoposto di Massa e Raikkonen verrà certamente montato il famigerato diffusore “double decker”, ma in verità i tecnici della Rossa confidano più che altro nella bontà del pacchetto complessivo per riemergere da metà classifica. Stefano Domenicali, direttore della Gestione Sportiva, ha rivelato che per la Ferrari il Gran Premio di Spagna non rappresenta l’ultima spiaggia, anche se il team manager imolese è consapevole della necessità di un radicale cambio di rotta da parte della scuderia, per il momento aliena dallo sbilanciarsi su quanto la F60 versione B potrà recuperare a Barcellona in termini di prestazioni.   

Bmw:  

Archiviato il susseguirsi di Gran Premi extraeuropei, a Monaco di Baviera permane lo stato di notte fonda, con il team principal Mario Theissen che continua a ripetere quasi meccanicamente agli increduli giornalisti tedeschi di sentirsi fiducioso in vista dell’imminente recupero Bmw. Per il momento però i piloti non sembrano essere dello stesso avviso. Robert Kubica, ritenuto la punta di diamante del team, ha più volte palesato le sue perplessità in merito all’efficacia degli aggiornamenti aerodinamici che la Bmw porterà a Barcellona. Perché nel frattempo miglioreranno anche gli altri e alla Casa automobilistica bavarese servirebbero novità tecniche prodigiose per sperare di risalire la china.   

Renault:  

Secondo l’opinione del due volte iridato Fernando Alonso, i prossimi tre Gran Premi si riveleranno decisivi al fine di stabilire il reale livello di competitività della Renault. Peccato per lo spagnolo che molto probabilmente lo saranno in negativo. La R29 porterà a Barcellona un doppio profilo estrattore ulteriormente affinato dopo Sakhir, ma difficilmente la situazione migliorerà ricorrendo ad un particolare aerodinamico ormai adottato praticamente da tutti e già provato dalla stessa Renault fin dalla Cina. Di certo la scuderia anglofrancese lavorerà duramente sulle vetture di Alonso e Piquet almeno fino al Gran Premio della Turchia, poi, se le cose dovessero mettersi male, sarà già giunto il momento di pensare al 2010. Con o senza il pilota di Oviedo, che a Montmelò, davanti al suo coloratissimo pubblico, cercherà molto probabilmente il colpo a sensazione in qualifica, anche a costo di caricare un ridotto quantitativo di carburante, nel tentativo di essere protagonista almeno nelle prime fasi di gara.   

Toyota: 

La scuderia nippotedesca deve ancora digerire lo smacco di Sakhir, dove Jarno Trulli ha saputo conquistare una stupenda pole position nelle prove ufficiali salvo poi non riuscire a reggere il passo di Brawn e Red Bull nei momenti determinanti della corsa. Nulla può essere imputato all’esperto pilota abruzzese, ormai una vera e propria garanzia in termini di costanza nei risultati che farebbe comodo a diversi team, né tanto meno al suo compagno di colori Timo Glock, solitamente redditizio sia sul giro secco che sulla distanza. Il vero dilemma è rappresentato dalla pur competitiva TF109, una vettura peraltro nata sotto buoni auspici, incapace tuttavia di farsi trovare pronta all’atteso appuntamento con la prima vittoria in un Gran Premio di F.1. Gli aggiornamenti aerodinamici che la scuderia con sede a Colonia porterà sul Circuit de Catalunya si riveleranno fondamentali per determinare quali potranno essere le effettive ambizioni della Toyota nel Mondiale, soprattutto in vista di un’estate rovente potenzialmente in grado di proporre sulla scena nuovi pericolosi contendenti. 

Toro Rosso: 

Difficile dire dove potrà situarsi la compagine faentina nel week-end del Gran Premio di Spagna, principalmente in virtù di una preparazione abbastanza sommaria della STR4, emersa con inusitata appariscenza in Bahrain dopo le ottime prestazioni fatte registrare da Sebastien Buemi soltanto una settimana prima a Shanghai. In condizioni di gara normali la Toro Rosso è probabilmente superiore alla Force India, ma le novità tecniche portate a Barcellona dalla scuderia indiana potrebbero far pendere l’ago della bilancia verso il team diretto da Vijay Mallya.  

Red Bull:  

La scuderia austriaca può contare su di un valore aggiunto del quale nemmeno la sorprendente Brawn può forgiarsi: Sebastian Vettel. Il giovanissimo pilota nativo di Heppenheim, indicato da molti come l’erede di Michael Schumacher, ha dimostrato in più occasioni di non nutrire timori reverenziali nei confronti di nessuno, figurarsi verso la Brawn e Jenson Button, un connubio che tutto sommato deve ancora dimostrare parecchio per poter ambire stabilmente ad un posto nel ristretto albo dei vincenti. La RB5 è una vettura in continua ascesa, lo ha ulteriormente confermato l’esito del Gran Premio del Bahrain, dove Vettel, a dispetto dei diversi secondi persi all’inizio dietro Hamilton, avrebbe potuto vincere se soltanto alla Brawn non si fosse optato ancora una volta per la strategia ideale nella scelta del momento in cui passare agli pneumatici meno performanti. A Barcellona la Red Bull porterà come prevedibile importanti aggiornamenti, ma resterà quasi sicuramente fedele al suo estrattore ‘standard’ senza impiegare il “double decker” che, vista la bontà complessiva del progetto, non rappresenta al momento una priorità per il team diretto da Dieter Mateschitz.   

Williams:  

Il sofisticato sistema di recupero dell’energia cinetica a volano non è ancora pronto, quindi per evitare probabili inconvenienti tecnici la scuderia di Grove non ricorrerà al KERS nell’imminente Gran Premio di Spagna. Nico Rosberg è rimasto a secco di punti nelle ultime due gare e, considerata l’indubbia solidità del pacchetto FW31, la notizia desta qualche perplessità nei vertici della squadra, il cui obiettivo dichiarato consisteva nell’ottenere più piazzamenti utili possibili nei primi appuntamenti della stagione. Le cose sono andate diversamente rispetto alle attese del team, ma a Barcellona realisticamente sarà molto difficile per la Williams riuscire a togliersi dalla seconda metà della classifica. 

Force India: 

L’alettone anteriore rivisto, il rifacimento di buona parte delle fiancate e l’introduzione di un diffusore ibrido tipo Brawn hanno portato evidenti benefici alla VJM02 nel week-end del Gran Premio del Bahrain, regalando una buona dose di fiducia in attesa di successivi sviluppi ai piloti Giancarlo Fisichella e Adrian Sutil. Il rendimento in qualifica è ancora altalenante, ma se non altro il team indiano ha compiuto alcuni passi di avvicinamento verso la Q2, mentre in gara un buon apporto viene dal propulsore Mercedes, anche se il telaio necessiterebbe di radicali miglioramenti. A Barcellona la Force India farà come al solito affidamento sulla regolarità, nella forse non vana speranza di guadagnare un altro paio di decimi nei confronti della concorrenza, in virtù di qualche ulteriore aggiornamento a livello di aerodinamica.  

Brawn:  

La scuderia britannica si presenta a Barcellona forte di un margine considerevole sulla diretta inseguitrice Red Bull, ma stando alle dichiarazioni di patron Ross non sembra che Jenson Button e Rubens Barrichello vogliano limitarsi ad amministrare un vantaggio comunque già ampio. Diverso il discorso nella classifica piloti, dove il driver nativo di Frome precede di dodici punti Sebastian Vettel, sempre pronto ad approfittare di un’incertezza dell’inglese per mettergli ulteriore fiato sul collo. In vista dell’appuntamento sul Circuit de Catalunya si può ancora considerare la BGP001 una delle naturali candidate alla vittoria, stavolta però la lotta con Red Bull potrebbe farsi decisamente più serrata. Senza contare che altre squadre come Toyota, Ferrari e McLaren cercheranno con tutte le loro forze di rompere le uova nel paniere ai protagonisti annunciati.  

Ermanno Frassoni


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