Come ogni anno, il Gran Premio di Spagna segna l’inizio della stagione Europea della Formula 1 e, per molti versi, mette sempre un punto chiaro su chi sia il pilota da battere nel resto della stagione: terreno di test invernali praticamente da sempre, regno di ingegneri e aerodinamici, prima ancora che di piloti e monoposto, nell’inverno della F1, Barcellona è il primo grande aggiornamento tecnico per le squadre impegnate nel mondiale e, di solito, anche l’ultima grande occasione per ribaltare i valori in campo.

Il 2012, però, ha violato di fatto questa tradizione: dodici mesi fa trionfò Pastor Maldonado, davanti a Fernando Alonso e Kimi Raikkonen. Tre piloti che poi vissero campionati molto diversi, altalenanti, ma mai nel ruolo di piloti da battere. Williams sopratutto, ma anche Ferrari e Lotus, pagarono la scarsa velocità nei confronti della solita Red Bull, che dopo Barcellona risorse e si prese meritatamente i mondiali.

Quest’anno la Williams certamente non è tra i favoriti: la Red Bull è già sul piede di guerra con due vittorie in Malesia e Bahrain, la Ferrari paga i molti errori commessi mentre Lotus e Mercedes cercano di concretizzare i propri potenziali rispettivamente in qualifica e in gara. Con un parco di piloti così ampio a giocarsi la vittoria, e con la McLaren che è la principale indiziata del possibile “risorgimento spagnolo” grazie alle tre settimane di stop dopo il deludente avvio di stagione, la gara di domenica si carica di significati stagionali che sorpassano di molto quelli di una singola corsa.

Campo di gioco, come detto, un circuito del Montmelò sul quale le squadre provano ogni anno le loro nuove monoposto, conosciuto da tutti per le sue curve filanti, principalmente verso destra, che impegnano particolarmente gli pneumatici e premiano l’efficienza aerodinamica.
Peccato solo per la disastrosa chicane finale, figlia della sempre rispettabilissima ricerca della massima sicurezza possibile ma senz’altro aliena in una pista come questa, dove in un giro il rimo incessante all’interno della monoposto rende divertente la guida come raramente accade.

Anche per la Pirelli, intanto, inizia il lavoro di sviluppo in vista del proseguio della stagione: domani le squadre avranno in dotazione un prototipo di gomma dura mai portato in pista prima, un set extra che incoraggerà le squadre a lavorare di più nelle prove libere. Un compound dalla durata elevata, senza codice di colore (le gomme saranno quindi di colore completamente nero) che dovrà servire alle squadre per rimanere di più in pista seppur falsando le prove di durata con le gomme da gara.

Le mescole a disposizione saranno le classiche dure e le medie, con durata incrementata sul modello 2012 senza gli estremismi visti nelle prime gare di quest’anno: un passo indietro, quindi, visto che i pit-stop sono aumentati forse in misura eccessiva rispetto a quanto atteso ad inizio stagione. A cambiare, rispetto allo scorso anno, saranno anche le zone DRS: rimanendo invariata quella sul rettilineo di partenza, tra i più lunghi del mondiale, se ne aggiungerà un altra tra le curve 9 e 10, con punto di rilevamento indipentente tra le curve 8 e 9.

Gli orari del fine settimana:

Venerdì, 10 Maggio
10:00 – 11:30 Libere 1
14:00 – 15:30 Libere 2

Sabato, 11 Maggio
11:00 – 12:00 Libere 3
14:00 Qualifiche

Domenica, 12 Maggio
14:00 Gara

Massimo Caliendo


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Come ogni anno, il Gran Premio di Spagna segna l’inizio della stagione Europea della Formula 1 e, per molti versi, mette sempre un punto chiaro su chi sia il pilota da battere nel resto della stagione

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2013/05/spagna_2013_anteprima.jpg Barcellona, preview: l’anteprima del GP di Spagna 2013