L’esito del Gran Premio di Spagna conferma che ai vertici del campionato del mondo di F.1 edizione 2009 c’è ancora Jenson Button, capace sul circuito di Montmelò di conquistare il quarto successo stagionale, perfettamente coadiuvato da una Brawn all’altezza delle aspettative. Il pilota britannico ha saputo mettere in chiaro una volta per tutte il ruolo ricoperto in squadra dal pur volenteroso Rubens Barrichello, destinato quasi sicuramente a proteggere le spalle di Button nella lotta per il titolo.  

Ottima prestazione per Mark Webber, in grado di ritrovare la via del podio dopo Shanghai. E’ apparso un po’ in ombra per i suoi standard solitamente elevatissimi Sebastian Vettel, soltanto quarto all’arrivo anche a causa di una partenza non entusiasmante.  

Sfuma il quarto posto della Ferrari a dispetto dell’irriducibilità palesata da Felipe Massa, abile nell'arrampicarsi a ridosso del podio prima di registrare un problema di reflusso della benzina che ha costretto il brasiliano a perdere due posizioni a vantaggio di Vettel e Alonso. Lo spagnolo della Renault ha ben figurato nel Gran Premio di casa, regalando alla compagine anglofrancese un quinto posto del tutto inaspettato.  

Deludono McLaren e Toyota, costrette a lottare nelle retrovie, mentre Kimi Raikkonen non ha potuto mettere a frutto il buon potenziale della Ferrari per via di un guasto all’impianto idraulico che evidenzia la fragilità del pacchetto F60. 

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Le valutazioni

Lewis Hamilton (voto 7): Consapevole di non poter disporre di una vettura sufficientemente competitiva per consentirgli di recuperare in gara, il campione del mondo in carica appare rassegnato fin dalla partenza, quando viene rallentato dalla collisione multipla che estromette dal Gran Premio addirittura quattro concorrenti. Costretto a risalire dall’ultima posizione, Hamilton si rimbocca finalmente le maniche e per qualche momento accarezza anche l’idea di un piazzamento in zona punti. Ingaggia un duello rusticano con il rivale storico Fernando Alonso mentre questi sta uscendo dai box, ma non riesce ad avere la meglio sullo spagnolo a causa soprattutto dell’instabilità della sua monoposto e del rapido degrado degli pneumatici. Alla fine conclude nono sapendo di aver dato tutto, ciononostante sul volto dell’inglese si legge la preoccupazione per gli inefficaci aggiornamenti portati dalla McLaren a Barcellona.  

Heikki Kovalainen (voto 6): Parte diciottesimo e riesce incredibilmente ad evitare il groviglio che mette subito fuori dai giochi Trulli, Bourdais, Buemi e Sutil. Al momento della ripartenza dopo il breve periodo di ‘caution’ con safety car in pista ha ormai raggiunto la top ten, ma i suoi sforzi sono del tutto inutili considerando che il cambio della MP4-24 lo lascia a piedi nel corso del settimo passaggio. Ha mostrato freddezza in partenza, e forse senza il problema tecnico che l’ha portato al ritiro avrebbe potuto creare qualche grattacapo al suo indiscusso caposquadra.  

Felipe Massa (voto 9): Scatta bene dalla seconda fila nonostante si trovi sul lato più sporco della pista e non commette l’errore di lasciarsi intimidire dall’ormai smaliziato Sebastian Vettel, che tenta in ogni modo di chiudergli la porta al via pur di non lasciargli strada. Si mantiene per buona parte della gara al terzo posto, girando perlopiù sugli stessi tempi delle Brawn di Jenson Button e Rubens Barrichello. Il podio sembra essere alla sua portata, ma alla Red Bull indovinano la strategia migliore per Mark Webber che si assicura ben presto il terzo posto finale. Deve quindi fare i conti col problema del reflusso di benzina verificatosi sulla Ferrari nell’ultimo pit-stop e quasi rischia di non vedere il traguardo per mancanza di carburante. Riduce sensibilmente il ritmo e a quattro giri dal termine cede la quarta posizione a Vettel. Arriva poi il turno di Alonso, che all’ultimo passaggio fa arretrare il brasiliano al sesto posto. Un risultato del genere potrebbe di primo acchito sembrare deludente, Massa invece ci mette del suo e resiste finché può agli assalti degli avversari, ben conscio di avere tra le mani una vettura finalmente competitiva. Un dato di fatto che conta decisamente di più rispetto ai tre punti conquistati a Barcellona.  

Kimi Raikkonen (voto 6,5): Beneficia del contatto iniziale che estromette dalla gara quattro concorrenti, il finlandese però è abile in partenza a sfruttare il sistema dell’energia cinetica in grado di portarlo fino alla decima posizione. Lotta con Nick Heidfeld senza riuscire ad avere la meglio sul tedesco della Bmw, poi dopo diciassette giri il ‘giocattolo’ si rompe e Raikkonen deve dire addio ai sogni di rientrare nella zona punti. E’ stato sfortunato, perché se sulla sua Ferrari non si fosse presentato un inconsueto problema all’acceleratore, molto probabilmente sarebbe riuscito nell’impresa di artigliare quanto meno l’ottavo posto.  

Robert Kubica (voto 4): Mai veramente in gara, lo si nota soltanto quando va a formare un interessante terzetto composto da Lewis Hamilton, Timo Glock e lui medesimo. Alla fine non raggiunge nemmeno la top ten e paga un giro di ritardo dal vincitore Button, a dimostrazione che le novità tecniche portate a Montmelò dalla Bmw hanno fatto cilecca. Il Robert Kubica in formato 2009 dà comunque l’impressione di avere ormai compreso che la lotta per il titolo rappresenta ormai un affare non di sua pertinenza. Nel frattempo Heidfeld si dimostra più consistente del polacco e si prende anche il lusso di mettere in ombra il più giovane compagno di squadra.  

Nick Heidfeld (voto 6,5): Guadagna due punti, frutto di un settimo posto che fa bene al morale della Bmw in un periodo piuttosto avaro di risultati. Il veterano tedesco non disdegna di battersi per le briciole e dopo cinque Gran Premi la classifica gli dà ragione se è vero che il suo compagno di colori risulta ancora a secco di punti. Merita un plauso perché si sta imponendo quale uomo squadra evitando di lasciarsi travolgere dalla crisi Bmw come invece sta accadendo a Kubica.  

Fernando Alonso (voto 8): Parte bene e risale in sesta posizione pur non disponendo del KERS, quindi si rende protagonista di una prestazione convincente che di certo non delude i tanti tifosi accorsi sulle tribune del Circuit de Catalunya soltanto per vederlo in azione. E’ autore di un bel sorpasso all’esterno ai danni del ferrarista Felipe Massa nel corso dell’ultimo giro, una mossa azzeccata che gli consegna su un piatto d’argento il quinto posto nel Gran Premio di casa. Muove la classifica e mostra carattere nei duelli ravvicinati, anche se gli aggiornamenti aerodinamici introdotti dalla Renault in Spagna non lasciano ben sperare per il prosieguo della stagione.   

Nelson Piquet (voto 4): Vista la sua traballante posizione in seno al team Renault avrebbe ben poco da perdere, ciononostante il brasiliano subisce nelle prime fasi di gara il sorpasso del campione in carica Lewis Hamilton senza più riuscire ad emergere dalle retrovie. Conclude dodicesimo precedendo la Williams di Kazuki Nakajima e la Force India di Giancarlo Fisichella, proprio mentre il suo compagno di squadra Alonso porta altri quattro punti in cascina alla scuderia anglofrancese. Romain Grosjean, il più accreditato pretendente al suo sedile, ha fatto vedere cose egregie nel week-end iberico della GP2, e forse per Piquet sarebbe ora di darsi una regolata. A meno di non voler lasciare presto spazio al promettente pilota francese…  

Jarno Trulli (non giudicabile): Allo spegnersi del semaforo rosso scatta in ritardo lamentando un problema di stallo del motore, il suo Gran Premio di Spagna però consiste sostanzialmente in una sola curva, percorsa in buona parte nella sabbia. Nico Rosberg infatti lo spinge in un angolo alla partenza e da lì si innesca una pericolosa carambola fortunatamente senza conseguenze fisiche per i piloti coinvolti. Privo di direzionalità, Trulli si ritrova suo malgrado in pista e viene inevitabilmente centrato dalle vetture sopraggiungenti. A Montecarlo non potrà che andare meglio.  

Timo Glock (voto 4,5): La TF109 non possiede il ritmo necessario per puntare ad un piazzamento nella zona punti, tant’è che il pilota tedesco si vede costretto a ‘remare’ nelle posizioni di rincalzo per poi tagliare il traguardo in un anonimo decimo posto. Possibile che gli aggiornamenti aerodinamici portati dalla Toyota a Barcellona abbiano peggiorato il rendimento della vettura anziché incrementarne le prestazioni? Lo scialbo risultato ottenuto da Glock a Montmelò fa propendere per un sì.  

Sebastien Bourdais (non giudicabile): Piomba sulla scena dell’incidente di Trulli e non può evitare la collisione. La sua gara dura all’incirca settecento metri, vale a dire la l’equivalente del rettilineo che dalla linea di partenza porta alla prima curva. Ecco cosa può succedere partendo così indietro.  

Sebastien Buemi (non giudicabile): Non riesce ad uscire indenne dal crash che al via coinvolge Trulli, Sutil e il suo compagno di squadra. Alla fine è quasi sollevato, anche perché la dinamica dell’incidente non lasciava presagire nulla di buono per i piloti coinvolti. Per lui un’esperienza che potrà comunque tornargli utile in futuro.  

Mark Webber (voto 8,5): Abile alla partenza nel portarsi alle spalle del compagno di squadra Sebastian Vettel, l’australiano della Red Bull è protagonista di una gara consistente, mai sopra le righe, in ogni caso sufficientemente ‘tirata’ tanto da consentirgli di assaporare la gioia del gradino più basso del podio. In Spagna Webber ha corso con un’intensità mentale superiore rispetto a Vettel, quindi si può dire che il suo terzo posto è frutto della sua destrezza nella guida. 

Sebastian Vettel (voto 7,5): Al via si fa ‘bruciare’ dal ferrarista Felipe Massa, che può contare sul sistema di recupero dell’energia cinetica, senza più riuscire a riprendere il brasiliano se non nei giri finali a causa del problema di reflusso della benzina presentatosi inaspettatamente sulla F60. Il quarto posto conquistato è tutto sommato positivo, eppure resta l’impressione che il giovane pilota tedesco della Red Bull avrebbe potuto quanto meno ambire ad un posto sul podio.  

Nico Rosberg (voto 6,5): Conclude all’ottavo posto assicurando alla Williams un punticino sempre utile in ottica campionato, ma quel che è certo è che con la ritrovata competitività della Ferrari difficilmente il tedesco di Wiesbaden potrà inserirsi regolarmente nella lotta per la zona punti nei prossimi Gran Premi. La FW31 necessiterebbe di novità tecniche più radicali per reggere il passo delle avversarie, ma la situazione economica del team sconsiglia l’introduzione di particolari migliorie in vista di Montecarlo.  

Kazuki Nakajima (voto 3): Dopo delle qualifiche non così negative, il giapponese della Williams finisce per perdere il bandolo della matassa in gara, come dimostrano i suoi altalenanti tempi, mai vicini a quelli del compagno di squadra Rosberg. Termina tredicesimo, davanti a Giancarlo Fisichella su Force India, dimostrando una volta di più che dalle parti di Grove eventuali soddisfazioni potranno arrivare da un pilota solo.  

Adrian Sutil (non giudicabile): Resta coinvolto nel crash alla prima curva col risultato di ritrovarsi fuori gara senza nemmeno aver percorso un giro intero sul circuito di Barcellona. Non sussistono quindi gli elementi necessari per valutarne le prestazioni.  

Giancarlo Fisichella (voto 6): Parte ultimo e così giunge sul traguardo, ma se non altro grazie alla comprovata esperienza in F.1 riesce a non rimanere invischiato nel caos al via. Porta a spasso la sua Force India fino alla bandiera a scacchi, classificandosi con un giro di ritardo nei confronti del vincitore Jenson Button, nell’attesa che sulla vettura facciano la loro comparsa novità tecniche più probanti.   

Jenson Button (voto 10): Alla partenza lascia sfogare il compagno di squadra, poi inizia una battaglia tra i due sul filo dei centesimi di secondo. A spuntarla è ancora una volta il pilota inglese, capace di cogliere l’ennesimo successo stagionale con una vettura che resta il punto di riferimento per tutte le altre scuderie. L’inglese è protagonista di un week-end perfetto, dalla pole position del sabato fino alla vittoria della domenica. Chi lo ferma più?  

Rubens Barrichello (voto 9): E’ autore di un ottimo start e sa condurre il Gran Premio con autorevolezza per diversi giri fino al momento in cui il suo compagno di squadra Jenson Button arriva a lamentarsi via radio per l’ingombrante presenza di Barrichello davanti a lui. Inaspettatamente patron Ross varia le strategie e alla fine prende nuovamente la decisione giusta, anche se la prestazione di Rubens viene un po’ sacrificata con l’obiettivo di favorire la vittoria di Button, peraltro molto importante in ottica campionato. Il brasiliano ha dimostrato di possedere ancora le qualità necessarie per puntare al successo in un Gran Premio, ma i ruoli dei piloti in seno al team Brawn Grand Prix sembrano ormai definiti.  

Ermanno Frassoni


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/jb1.jpg Barcellona – Le Pagelle della Gara: Button vince la guerra di nervi con Barrichello. Massa stoico, Webber meglio di Vettel