La stagione extra-europea di F1 si è archiviata con l’ennesima vittoria di Lewis Hamilton e l’ennesimo boccone amaro per la Ferrari.

L’anglo-caraibico ha fatto nuovamente il proverbiale “bello e cattivo tempo” con avversari, doppiati dal 7° in giù. Nico Rosberg chiude il tandem Mercedes, mentre Daniel Ricciardo riesce finalmente ad ottenere il primo podio della propria carriera. La 4° piazza corona la rimonta di Sebastian Vettel, mentre sprofondano ai margini della zona punti le due F14T.

Rosberg: valido sfidante o semplice scudiero? La situazione del tedesco si sta trasformando in un “caso”; dalla vittoria nel round australiano, infatti, non è più riuscito a terminare davanti al compagno già iridato nel 2008. Una volta la Safety Car guasta la sua strategia, poi ci si mette uno start poco felice ad impedirgli l’attacco. Ed in Spagna? Manca qualcosa, ma cosa? Il figlio di Keke riesce sempre a farsi sotto, ma la W05 #44 – quando non si trova 20” avanti – sembra ergere un muro, oltre il quale è impossibile andare. Un muro la cui materia prima è fatta di emozioni, di sentimenti e forse paure; un muro che non butti giù nemmeno a cannonate.

Ride bene chi ride.. terzo. Continua a stupire Daniel Ricciardo, il quale per tutto il weekend è riuscito – nuovamente – a dare del filo da torcere al compagno pluri-titolato. Nessun errore, tanta velocità e costanza mostruosa: queste sono le qualità che fanno dell’australiano un baby Vettel, magari più sorridente. Proprio il sorriso è mancato al tedesco, bersagliato dalla sfortuna in qualifica. In corsa dimostra di meritare quel #1 stampato sul muso, rimontando dalla 15esima alla 4° piazza; sorpassi e strategia basteranno questa volta a convincere i più maliziosi del suo talento? 4 titoli non sono semplici indizi..

Grosjean, buona la quinta. Son servite cinque gare alla Lotus per conquistare i primi punti iridati, 4, arrivati grazie a Romain Grosjean. Il volo di Spa, la squalifica di Monza e lo scompiglio di Suzuka 2012 sembrano un lontano ricordo per il francese che, liberatosi della presenza ingombrante di Kimi Raikkonen, si è guadagnato le stime del team ed il ruolo di prima guida. Aspettiamo di dirlo anche per Pastor Maldonado, che soffre macchina, compagno e patente disciplinare, dalla quale ha già perso quattro punti.

Ferrari: buonanotte all’Italia. Serviva una buona prestazione alla Ferrari, per dimostrare che il podio cinese non fosse frutto del caso. Una conferma, insomma, che non è arrivata. La sesta piazza di Fernando Alonso e la settima di Kimi Raikkonen sono il triste epilogo di un weekend carico di aspettative, che sottolinea due aspetti: non era Stefano Domenicali il problema della Ferrari, e non bastano tre settimane di lavoro per tornare al top, a quanto pare non bastano nemmeno cinque anni. Forse è arrivato il momento di mettere da parte l’attitudine a fare proclami tipicamente italiana per far spazio ad un più sano silenzio svizzero o tedesco, di Stoccarda. Mercedes docet.

Esordienti, questi (s)conosciuti. I due rookies Kevin Magnussen e Daniil Kvyat scelgono il primo circuito conosciuto per tradire le aspettative che si erano create attorno a loro. Dopo avergli dato le prime quattro corse, disputate su tracciati nuovi per loro, ci si aspettava di vederli vicini al top non appena si fossero trovati su una pista su cui avessero già girato. E’ proprio qui, invece, che i due deludono per la prima volta, chiudendo 12° (Magnussen) e 14° (Kvyat) senza infamia e senza lode

Andrea Giustini


Stop&Go Communcation

GP di Spagna: cos’ha da dire la “voce fuori dal coro” di Stop&Go?

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2014/05/1025776398_230171152014-1024x682.jpg Barcellona – HamiltON, Ferrari OFF