Il GP del Bahrain in programma come 4° prova il 22 aprile, e già cancellato la scorsa stagione, rischia anche quest’anno di vedere saltato l’appuntamento iridato. Infatti il Centro per i Diritti Umani del Bahrain è in procinto di organizzare un’azione calibrata per portare le varie scuderie a boicottare l’evento.

A parlare è stato Nabeel Rajab, vicepresidente del movimento: “Faremo una campagna rivolta a piloti e team in modo che boicottino – ha affermato – Il governo vuole che la Formula 1 dice al Mondo intero che ogni cosa è tornata alla normalità. La Formula 1, se viene, aiuterà il governo a dire che tutto è a posto. Noi preferiremmo se non prendessero parte a ciò. Sono sicuro che i piloti e le squadre rispettino i diritti umani”.

Tuttavia gli organizzatori provano a buttare acqua sul fuoco per calmare gli animi: “Lo scorso anno il re del Bahrain ha commissionato un’indagine indipendente sulle presunte violazioni dei diritti umani, i cui risultati sono stati pubblicati nel mese di novembre – ha riferito un portavoce del circuito – L’indagine ha trovato evidenza di violazioni dei diritti umani ed ha fatto molte raccomandazioni generali e specifiche. Il governo ha pienamente riconosciuto i risultati e sta agendo rapidamente ed in modo convincente ai moniti”.

Per questa ragione nell’ambiente si mantiene un atteggiamento positivo: “Il GP del Bahrain costituisce una parte fondamentale dell’economia locale – ha aggiunto il portavoce – È supportato da una schiacciante maggioranza di persone da tutte le classi sociali in Bahrain e rappresenta un simbolo di unità nazionale. L’indagine indipendente è stata una pietra miliare per il Bahrain che ora lavorerà instancabilmente per assicurare che la gara sia un gran successo”.

Mattia Fachinetti


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