L’8° posto ottenuto lungo le strade cittadine di Singapore può rappresentare certamente un buon risultato per Adrian Sutil. Il problema del tedesco però è il suo compagno di squadra, quel Paul Di Resta che gli mette i bastoni fra le ruote e che con una discreta costanza riesce a mettere le sue ruote davanti a quelle dell’esperto pilota, così come è capitato anche a Marina Bay.

Per Sutil a questo punto è necessario un finale di stagione all’altezza se vuole conservare il posto all’interno del team: “Amo il Giappone e sono contento di andarci dopo tutti i tragici eventi successi all’inizio dell’anno – ha ricordato – Penso sia un buon segnale tornare lì. E Suzuka è un circuito grandioso, uno che si adatta a me molto bene. Mi piace ed è sicuramente uno dei miei preferiti. È una pista per piloti puri. Alcune curve sono eccezionali, come le curve a S e la 130R, che è facilmente piatta”.

La conformazione del tracciato la rende assolutamente unica: “È inusuale avere così tante stupende curve nello stesso giro ed affrontarle tutte bene è la migliore sensazione – ha poi spiegato Sutil – Ho trascorso un anno a vivere in Giappone quando ho corso in Formula 3, dunque sembra sempre una seconda casa. Lo scorso anno siamo stati forti all’inizio della stagione e quando siamo giunto a Suzuka non è stato così facile per noi. Basandoci sulle prestazione che abbiamo mostrato nelle ultime quattro corse, credo che possiamo andare in Giappone pensando di totalizzare più punti”.

Mattia Fachinetti


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